MESSINA. Quanto ha guadagnato in media un messinese nel corso del 2021? Circa 25mila e trecento euro, diecimila euro in meno rispetto a chi vive a Milano. È quanto si evince dal JP Geograph Index, la classifica retributiva delle provincie italiane, che condanna Messina e provincia alla novantottesima posizione su 107 in tutta Italia e al penultimo posto in Sicilia.

Il report annuale dell’Osservatorio JobPricing analizza le differenze retributive tra le varie regioni e province italiane, restituendo una classifica delle stesse sulla base dei livelli retributivi medi. Le classifiche – si legge nello studio- sono state elaborate tenendo esclusivamente come riferimento la Retribuzione Globale Annua Lorda (RGA), ottenuta dalla somma tra la RAL (retribuzione fissa annua lorda) e la Retribuzione Variabile effettivamente percepita dai lavoratori. Per ottenere la retribuzione media di ogni provincia si è considerata la composizione di dirigenti, quadri, impiegati e operai all’interno della provincia stessa, ottenuta tramite l’elaborazione dei dati trimestrali sulle forze di lavoro.

A guidare la classifica delle regioni è la Lombardia, seguita da Trentino Alto Adige e Liguria. In coda Basilicata (ultima), Calabria (penultima) e Sicilia (al 18esimo posto).

“La domanda e l’offerta – spiega il dossier – sono i fattori determinanti nel fissare il ‘prezzo’ del lavoro, cioè la retribuzione. E poiché esse variano in funzione del tessuto economico-produttivo, dei livelli occupazionali e del costo della vita, gli stipendi sono giocoforza destinati a differenziarsi su base territoriale: fra Milano e Reggio Calabria possono così generarsi differenze significative non solo in termini di salario medio di tutti i lavoratori del territorio, ma anche in termini di stipendio a parità di ruolo e di esperienza professionale. In questo senso le regioni e le province italiane rappresentano altrettanti mercati retributivi”.

Per quanto riguarda la Sicilia, a guidare la classifica è la provincia di Palermo (che però perde ben 16 posizioni rispetto all’anno prima), quindi Enna e Catania (che ne guadagna due). A far peggio di Messina (che nel 2020 era 103esima) è solo Ragusa, fanalino di coda in tutto il Paese.

 

 

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