MESSINA. Allerta gialla, previsione di venti da burrasca a burrasca forte, secondo la protezione civile regionale, e ordinanza di chiusura precauzionale di ville, parchi e cimiteri per via del pericolo che avrebbero potuto rappresentare le alberature, emanata dal sindaco di Messina, e dal rischio di crolli di rami. Ma quanto vento c’è stato in realtà ieri? E l’allerta era giustificata?
In città, a parte l’episodio, fortunatamente (e miracolosamente, dato il luogo) del crollo di un grosso palo dell’illuminazione a piazza Unione europea, giusto di fronte a Palazzo Zanca, non si è verificato alcun episodio di particolare rilevanza, e le raffiche, sporadiche, non continue e alternate a rovesci, non hanno rappresentato un solo un grosso pericolo, ma nemmeno un grosso disagio.
Eppure, allontanandosi dal centro città, il fenomeno meteorologico è stato piuttosto rilevante. Quanto, esattamente? Nel territorio comunale messinese ci sono due stazioni di rilevamento ufficiali: quella del Sias, servizio informativo agrometeorologico della Regione Siciliana, a Curcuraci, all’altezza della batteria Masotto, e quella della Protezione civile sulla dorsale dei Peloritani lungo la strada provinciale 50 bis, a monte di Galati, proprio al confinte tra il comune di Messina e quello di Rometta.
La prima, che rileva il vento a due metri di distanza sul suolo in aperta campagna, ha registrato, a partire dalle 8 di mattino fino alla mezzanotte, orario in cui le raffiche si sono attenuate, una velocità del vento costantemente sopra i 20 metri al secondo, con punte di 25, quindi venti da 75 a 90 kmh. Superiori invece le raffiche registrate sul punto più alto dei Peloritani: intorno alle 12 è stata rilevata una velocità vettoriale del venti di intensità pari a 30,6 metri al secondo, equivalenti a 110,16 kmh.
Esistono stazioni di rilevamento “non ufficiali” a cui fanno riferimento siti specializzati quali windfinder, usualmente piuttosto accurato in previsioni e misurazioni, che di centraline in città ne consulta una decina. Cosa hanno detto? Più o meno quello che hanno rivelato i dati ufficiali: raffiche a oltre 75 kmh tra Ganzirri e capo Peloro, velocità poco più basse (intorno ai 70 kmh) a San Saba, ma praticamente continuate per ore, intorno o poco sopra gli 80 kmh in centro, oltretutto con sporadicità, di oltre 90 kmh in zona sud, a Tremestieri e Mili, quest’ultima misurazione perfettamente compatibile con la centralina di riferimento della Protezione civile, posta una decina di km a monte. In tutti i casi si parla di raffiche, non di media della velocità del vento, che è stata quasi ovunque considerevolmente più bassa.
Quindi sì, l’allerta era giustificata, malgrado non sia accaduto nulla di grave


