MESSINA. Oltre ai danni, enormi, talvolta incalcolabili, il passaggio lungo la costa ionica della provincia di Messina del ciclone Harry ha lasciato anche una grossa beffa: e cioè un potenziale enorme danno ambientale.
Le mareggiate di martedi scorso hanno infatti distrutto il collettore fognario ionico, tranciando le condotte in più punti all’altezza di Mazzarò e Letojanni. La condotta portava liquami e acqua nere al depuratore di torrente San Filippo, al confine di Letojanni verso Sant’Alessio, col risultato che la fogna di Taormina e dei paesi limitrofi oggi praticamente sversa a mare.
La circostanza è venuta fuori durante la visita di mercoledì mattina a Mazzeo da parte del prefetto Cosima Di Stani, è stata confermata dal sindaco di Letojanni Alessandro Costa, e ribadita ieri dal dirigente regionale della Protezione civile Salvo Cocina durante l’incontro in Prefettura tra il presidente della Regione Siciliana Renato Schifani, i sindaci in videocollegamento e altri portatori d’interesse. Cocina ha sottolineato l’importanza di intervenire nel minor tempo possibile, parlando senza mezzi termini di catastrofe ambientale. Le mareggiate di martedi 20 avevano creato lo stesso problema anche a Santa Teresa: la strada distrutta dalla furia del mare aveva tranciato il tubo che fiungeva da condotta fognaria. Anche in quel caso, tutti i liquami sono finiti a mare.


