MESSINA. C’è un piccolo scorcio della città che domenica 3 settembre centinaia di messinesi hanno potuto osservare per la prima volta oltrepassando il cancello del giardino di Montalto, sulla destra, a pochi metri dall’ingresso. Un’ immagine da cartolina che mostra il porto sullo sfondo, più vicino il duomo con il campanile e in primo piano le fronde degli alberi che creano una sorta di cornice intorno al centro cittadino.  

Non è però la bellezza del panorama a stupire, né la composizione pittorica della visuale. A colpire è più che altro il suo valore simbolico, dato dalla possibilità di osservare Messina da un punto di vista alternativo.

L’inaugurazione del Giardino di Montalto dopo anni di abbandono e di degrado ha lo stesso rilievo allegorico di quello scorcio, con la città che mostra un aspetto inedito di sé, la sua parte migliore per troppo tempo celata allo sguardo.

La giornata ha avuto inizio inizio intorno alle 16, quando i primi avventori hanno varcato i cancelli del parco riportato a nuova vita dopo mesi di duro lavoro dai volontari, giovanissimi, di PuliAmo Messina. Fra i visitatori ci sono tanti bambini, intrattenuti da spettacoli con gigantesche bolle di sapone e dai personaggi fiabeschi di “Alice nel paese delle meraviglie”. Mentre i più piccoli giocano in mezzo al verde del parco, gli adulti passeggiano fra i vialetti e le terrazze rimesse a nuovo. In quella più grande, proprio all’ingresso del giardino, si svolge l’incontro “Braccia rubate all’apatia”, in cui i ragazzi di Startup Messina e di Overword raccontano al pubblico in ascolto come sia possibile fare impresa a Messina; in quella più in basso, con vista sul centro cittadino e sul duomo, si svolge invece un incontro di meditazione, con decine di partecipanti seduti a gambe conserte sul terreno. Man mano che il tempo passa il giardino si riempie sempre più, con centinaia di messinesi di ogni età che assistono prima al taglio del nastro, in presenza del sindaco Renato Accorinti, dell’assessore Daniele Ialacqua e di padre Lorenzo Campagna, e poi alla lectio magistralis di Nino Principato, che intrattiene per ore i visitatori raccontando la storia del Colle della Caperrina e quella del Santuario di Montalto. 

A seguire, mentre l’artista NessunNettuno realizza in tempo reale la prima opera permanente del giardino, c’è spazio per una sfilata con abiti- scultura realizzati da Nadia Brancato e per una performance teatrale di Giovanna Battaglia. 

Tantissimi eventi culturali che intrattengono il pubblico fino a sera, mentre il parco rimesso a nuovo si illumina con le luci delle candele e gli avventori si avventurano alla scoperta degli angoli più suggestivi del giardino. 

Quando poi l’evento volge al termine, dopo quasi sette ore, l’impressione che resta impressa è un misto di felicità e di amarezza. Da una parte lo sconforto per le innumerevoli occasioni sprecate nel corso degli anni, per tante le potenzialità inespresse, per l’abulia di una città che si piange addosso troppo spesso; dall’altra la speranza e la prospettiva di un cambiamento, l’entusiasmo contagioso delle nuove leve, la voglia di rinascita di una collettività che intende riappropriarsi delle sue radici e della sua storia. Della voglia di stare assieme.

L’obiettivo comune, adesso, è far sì che la grande festa per l’inaugurazione dei giardini non rappresenti un evento sporadico, una goccia d’acqua nel deserto. È dall’entusiasmo di ieri che adesso tocca ripartire, con la speranza di aver assistito, in un luogo sacro, al miracolo profano di una città che rivendica il suo diritto ad essere normale. 

 

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Antonino Principato
Antonino Principato
6 Settembre 2017 0:10

Complimenti per l’articolo e per la frase conclusiva che sintetizza, meglio di qualsiasi altra, come la politica delle “piccole cose” messe tutte insieme, possa portare al progresso civile, sociale e culturale di questa nostra bella città. Bravissimi ed encomiabili tutti i ragazzi e le ragazze di puliAmo Messina.