di Alessio Caspanello e Marino Rinaldi

MESSINA. Dopo tre anni e mezzo, LetteraEmme diventa “adulta”, e si veste come tale, smettendo i calzoncini da marinaretto. Un restyling grafico, seppure in continuità con la nostra identità, rivolto ai lettori per facilitare la lettura e rimanere in linea con il presente (se non precorrere i tempi) e un cambiamento strutturale per agevolare a noi della redazione la produzione di notizie.

Un passo, piccolo ma significativo, maturato durante i mesi di clausura forzata a causa dell’emergenza coronavirus, in cui abbiamo continuato (spesso più di prima) a darvi “il nostro tipo” di informazione, quella che vi ha accompagnato in questi anni e che avete premiato con grossi “numeri”, in costante crescita nei nostri tre anni e mezzo di vita, ma soprattutto durante i quali ci siamo interrogati sul giornale che vorremmo e che ci piacerebbe offrirvi.

E il giornale che vogliamo è questo che state leggendo: più numeri, più dati, più approfondimenti, più inchieste, più rubriche, più opinioni e più fatti: tutti più leggibili.

Cambia anche la “struttura” della pagina, per esigenze tecniche e per dare un po’ di ordine e raziocinio alle tante rubriche non previste in quel lontano 16 gennaio 2017 e poi sorte pian piano nel corso del tempo.

Naturalmente nei primi tempi ci sarà qualche bug: è un inconveniente che conosciamo e di cui abbiamo tenuto conto (alcune cosette le modificheremo già oggi). Per questo vi invitiamo a segnalarci eventuali problemi sui vari dispositivi (o anche solo a farci sapere cosa ne pensate).

Un novità, di cui vi parleremo a breve, riguarda le newsletter: una selezione delle nostre notizie più rilevanti del giorno, che riceverete direttamente sulla mail (magari con qualche contenuto esclusivo in più). Ma torneremo sull’argomento a tempo debito.

In alto a destra, nei prossimi giorni, troverete inoltre il tasto “sostienici”. In questi due mesi riteniamo di avervi fornito un’informazione puntuale, basata solo ed esclusivamente sui fatti (e non sui commenti o sulle suggestioni, se non nei blog o negli spazi destinati proprio alle opinioni), corredata da numeri e dati, e che non ha fatto sconti a nessuno, senza indulgere nei sensazionalismi, nei pietismi, nei complottismi e in tutti gli “ismi” che  ammorbano il giornalismo in particolare e la tenuta sociale in Italia in generale.

Purtroppo, per fare giornalismo di questo tipo (l’unico modo, per quanto ci riguarda, in cui è possibile fare giornalismo), non è possibile affidarsi interamente al mercato pubblicitario, sempre più asfittico (come il tessuto economico del territorio) e duramente provato dai due mesi di chiusura delle attività.

Noi vogliamo continuare ad essere il giornale che avete imparato ad apprezzare e a far crescere in questi tre anni e mezzo. Ma non possiamo più farlo da soli.

Meglio: vogliamo crescere ancora di più, insieme ai nostri lettori.

Che la strada sia quella giusta, lo testimoniano parecchi segnali: l’ultimo, un grant vinto da LetteraEmme per lo “European Journalism COVID-19 Support Fund”, un bando dell’European Journalism Centre, al quale hanno partecipato duemila realtà giornalistiche da venti nazioni europee: LetteraEmme è risultata tra le sette testate italiane ritenute meritevoli di essere premiate per l’attività giornalistica portata avanti durante l’emergenza covid-19.

Un riconoscimento, non il primo in campo internazionale, che ci gratifica e ci sprona a fare sempre meglio. Insieme a voi, se vorrete.

 

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