MESSINA. Il porto di Messina è tra i più inquinati d’Italia e d’Europa: il nono per emissioni di ossido di zolfo (trentaseiesimo in Europa), e la stessa posizione per inquinamento da particolato, e l’ottavo in Italia e trentasettesimo in Europa per emissioni di ossidi di azoto. E la responsabilità è delle navi da crociera.

E’ lo studio sull’inquinamento dell’aria nei porti europei di cui sono responsabili le grandi navi pubblicato da “Transport and environment”, la Federazione europea per i trasporti e l’ambiente, un” ombrello” europeo per le organizzazioni non governative che operano nel settore dei trasporti sostenibili. Secondo il paper, la situazione è molto seria soprattutto in Spagna (i primi due porti per inquinamento in Europa sono Barcellona e Palma de Mallorca), Italia (terze e quarte Venezia e Civitavecchia) e Norvegia. Nella graduatoria europea, al dodicesimo posto si trova Napoli, seguita da Genova. Poi La Spezia (18°), Savona (20°), Cagliari (30°), Palermo (35°), Messina (36°), Bari (50°).

Nel porto della Falce, secondo lo studio, stazionano ogni anno 45 navi, ormeggiate a motori accesi (necessari per funzionare e garantire i servizi di bordo ai passeggeri) per un totale di 1610 ore: il tempo necessario ad emettere 5736 kg di ossidi di zolfo, 2,296kg di particolato e 130 kg di ossidi di azoto: un tasso di inquinamento, spiega lo studio, incredibilmente alto: per rilasciare in aria l’equivalente delle sostanze provenienti dalle 45 navi che ogni anno stazionano al porto di Messina), sarebbe necessario tre volte il numero del parco circolante di autovetture. Giusto per comparazione, a Messina di automobili ne circolano circa 146mila.

Quattro delle città portuali più inquinate dell’UE su cinque si trovano nel Mar Mediterraneo. Secondo il sito ilnautilus, nell’Europa meridionale, la normativa sulle emissioni navali è meno stringente. Nel Mare del Nord invece è in vigore una SECA (Sulphur emission control area) che ha portato al dimezzamento delle emissioni grazie a un limite al tenore di zolfo contenuto nei carburanti fissato allo 0.1%. Sempre nel Nord Europa a breve entrerà in vigore una NECA che consentirà di ridurre anche le emissioni di ossidi di azoto dalle navi.

Per ottenere i dati, a Transport & environment si sono serviti del sistema di identificazione e tracciamento delle navi attraverso satellite. Sono quindi stati in grado di stimare le emissioni delle imbarcazioni per ogni punto attraversato sulla mappa, compresi gli stazionamenti in porto

 

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