MESSINA. Non è un evento (anzi, è piuttosto frequente, essendo lo Stretto di Messina luogo di passaggio e migrazioni), ma vedere un cetaceo di venti metri solcare le acque tra Sicilia e Calabria è sempre uno spettacolo. A maggior ragione se l’ospite è già conosciuto. Si tratta infatti di “codamozza”, una balenottera che dal 2005 fa spesso capolino nello Stretto, soprannominata così per una grave mutilazione della pinna caudale, avvenuta probabilmente per i contatto accidentale con un’elica.

La sua presenza nello Stretto di Messina, ovviamente, ha fatto diventare “caldi” i telefonini di chiunque l’avesse avvistata, pronti a filmarne il passaggio, ieri pomeriggio, a volta con l’inopportuna compagnia di qualche imbarcazione a viaggiarle vicino. C’è chi, invece, si è trovato per caso con un drone, e ha deciso di “scortarla” e filmarla dall’alto.

“Eravamo in spiaggia a Capo Peloro, ad un certo punto vediamo molta gente che si avvicina alla riva, e da lontano vediamo una grandissima sagoma molto vicina alla riva, e capiamo subito che era una balena!”, racconta Roberto De Domenico, autore del video. “Fortunatamente avevo con me il drone (prima di partire non ho ascoltato naturalmente mia moglie che mi aveva consigliato di non portarlo dicendomi testuali parole “Ma che lo porti a fare??”. Ultime parole famose”, scherza.

“Fortunatamente la balena andava molto piano, solo dopo abbiamo saputo della sua storia. Durante il volo il mio drone è stato anche attaccato da alcuni gabbiani fortunatamente non l’hanno buttato giù. Era destino che dovevo insomma fare quelle riprese. Per la musica ho deciso di usare una canzone del grande maestro Ezio Bosso. La vita di questa balena sembra molto la sua vita: anche lui ha convissuto tanti anni con un forte handicap, e la storia di questa balena mi ha subito fatto accostare lei alla vita del grande maestro”, spiega.

Ho poi provveduto a contattare Marecamp che si occupa del monitoraggio della balena, e ho mandato loro i file video originali, in modo che possano studiarli con la speranza di poter salvare questa meraviglia del mare. Hanno molto apprezzato perchè non erano riusciti a fare delle buone foto e video del dorso dell’animale”, conclude.

 

 

 

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