Natale a Piazza Cairoli, quel pasticciaccio brutto del “giardino delle luci”: ecco come stanno le cose

Chi ha organizzato cosa, quanto ha speso, chi incassa, cosa prevede la delibera, qual è la convenienza per il Comune, cosa ci guadagnano i privati, a quanto ammonta la (eventuale) occupazione suolo. Tutto quello che avreste voluto sapere sul villaggio natalizio, e sulle polemiche che dominano la scena da due giorni

 

MESSINA. Un Giardino delle luci con ingresso a cinque euro, contestatissimo, e cinto da una recinzione di cantiere “coperta” dal telone verde di quello che si usa per raccogliere le olive cadute dall’albero, nella piazza più importante della città, che ridisegna il concetto di cattivo gusto: è iniziato con un uragano di polemiche il villaggio di Natale a piazza Cairoli. Talmente tante che il sindaco Cateno De Luca ha deciso di intervenire minacciando un’ordinanza di smontaggio delle strutture se non fosse stata tolta la recinzione (lo sarà presumibilmente oggi) e abbassato il prezzo del biglietto (ieri sera dimezzato, con trattative per abbassarlo ulteriormente).

Il motivo del contendere, sin dall’inizio, sono stati i cinque euro di biglietto d’ingresso. Perché si deve pagare  una manifestazione comunale (dimenticando che anche negli anni scorsi la ruota panoramica era a pagamento)? La risposta è semplice: perché il Comune non ha organizzato nessuno degli eventi e delle manifestazioni. Ad occuparsene è stata infatti l’associazione Messina Incentro (motivo per il quale De Luca ha affermato, in un video di ieri, di non sapere nulla né del biglietto né della recinzione).

La prima riunione tra l’associazione Messina Incentro e l’amministrazione (sindaco e assessori alle Attività produttive Dafne Musolino, al tempo libero Pippo Scattareggia e alla Protezione civile Massimo Minutoli) risale addirittura al 16 ottobre: quasi due mesi prima, per pianificare adeguatamente gli eventi, ma evidentemente senza entrare troppo nel dettaglio, data l’affermazione di De Luca secondo cui l‘amministrazione non era a conoscenza di ticket e del “recinto” del giardino delle luci (anch’esso presentato in conferenza stampa con sindaco, assessori e presidente dell’associazione Lino Santoro). Gli accordi con Palazzo Zanca sono comunque stati formalizzati in una delibera di giunta del 29 novembre. Cosa prevedono?

L’associazione Messina Incentro ha chiesto al Comune la compartecipazione e la concessione del suolo pubblico di Piazza Caroli tra il 29 novembre e il 7 gennaio, “con disponibilità esclusiva di tutti gli spazi pubblici per necessità organizzative”. Il comune concede il patrocinio e la compartecipazione alla manifestazione sotto forma di esenzione dai tributi di occupazione suolo (la Cosap), ma nella delibera di giunta si rileva che “il predetto patrocinio e conseguente esenzione del tributo da parte del Comune, non comprende le attività commerciali accessorie  all’iniziativa, gestite da privati”. Il Comune concede anche “la fornitura provvisoria dell’energia elettrica” per la manifestazione e le luminarie.

In pratica, stando alla delibera, l’esenzione del tributo da parte del Comune non comprende “la pista di pattinaggio, le giostrine per i piccoli, le casette in legno da adibire all’esposizione di prodotti dell’artigianato locale e prodotti enogastronomici”. In nessun punto della delibera si fa invece riferimento specifico al villaggio delle luci, che invece è presente nella planimetria (l’unico documento allegato alla delibera) che MessinaIncentro ha inviato al Comune quale proposta progettuale: il ticket d’ingresso, comunque, lo inserirebbe di diritto nelle iniziative commerciali, per cui l’occupazione suolo andrebbe pagata. Quanto? Trentadue centesimi al metro quadrato ogni giorno. Ciò significa che la Cosap a carico del Giardino delle luci (da 1500 metri quadrati) ammonterebbe a circa 14mila euro, e per la pista di pattinaggio (360 metri quadrati) poco meno di 3500. Praticamente, stando alla delibera, l’occupazione suolo non la pagherebbe solo l’albero di Natale (proveniente dall’Ungheria, con un altezza annunciata di 12 metri), e la casa di Babbo natale, ieri presa d’assalto dai piccoli

 

 

 

Un maggiore dettaglio è stato offerto nei giorni scorsi dall’associazione Messina Incentro, in cui venivano presentati gli espositori: si tratta di ventotto mini stand, tutti interamente dedicati al cibo (e quindi nessun “prodotto dell’artigianato locale” che non sia da mangiare). “Da martedì 10, si aprirà, per la prima volta a piazza Cairoli, il mercatino di Natale”, aveva spiegato De Luca il 2 dicembre, sulla scorta del calendario della manifestazioni di Messina Incentro. Dalla planimetria, però, non è chiaro dove saranno piazzati gli espositori del mercatino natalizio, né quanti saranno, perché semplicemente non è indicato. Anzi, gli unici spazi previsti sono quelli per il food, tra l’altro senza alcuna specifica pietanza natalizia. I mercatini presumibilmente ne prenderanno il posto.

 

 

Cosa ci ha guadagnato il Comune dall’aver “appaltato” all’esterno il cuore del Natale messinese? Le spese dirette, intanto, che l’associazione Messina Incentro quantifica in 90mila euro, tutte a carico degli imprenditori, per “eventi, ospiti e iniziative: Palazzo Zanca spende solo per servizi secondari, e non ha oneri nell’organizzazione. Ma non ha nemmeno onori: perché, in pratica, abdica alla sua funzione culturale e sociale e lascia carta bianca ai privati, che perseguono ovviamente altri scopi.

Circostanza che non ha tuttavia impedito al Comune di “appropriarsi” dell’iniziativa (e delle altre, organizzate da altre associazioni e quartieri), con post, foto, inaugurazioni in pompa magna e una conferenza stampa con tutti o quasi gli assessori seduti attorno al tavolo (mancava solo Carlotta Previti): «In programma ci sono più di duecento eventi», hanno annunciato i membri della Giunta. Ieri, nel corso della diretta, De Luca ha arrotondato per eccesso: «300 eventi in tutta la città», sebbene nel programma (parziale, probabilmente) presentato alla stampa gli appuntamenti in calendario fossero solo 79, fra i quali molti ripetuti (la sola band dei “Cantastrittu” si esibirà 3 volte: il 20 e il 28 dicembre e il primo dell’anno).

“L’iniziativa è meritevole di consenso di interesse perché nelle intenzioni dell’amministrazione comunale sostenere l’attività di organismi privi di finalità di lucro, impegnati a realizzare sul territorio momenti di incontro e socializzazione”, spiega infatti la delibera, “perché soprattutto costituisce una indubbia occasione di promozione per la città di Messina e pertanto risulta del tutto coerente con gli obiettivi di promozione e sviluppo sociale espressi nel programma politico”, recita in premessa la delibera. Parole che suonano come una beffa.

 

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