Sorpresa Sicilia, il Pil sale più del previsto e l’occupazione è in aumento (ma non c’è di che gioire troppo…)

Lo spiega il rapporto dell'Osservatorio economico e sociale sulla Sicilia di Irfis e Svimez. Salgono gli occupati, mentre nel resto del Mezzogiorno scendono, il prodotto interno lordo cresce oltre le attese, l’export s'impenna del 15%. Tutti i numeri. Che non sono però così rosei come sembrerebbe. Ecco perchè

 

PALERMO. Sembra strano, ma l’economia siciliana è ripartita, il Pil sale più del previsto e il numero degli occupati cresce. Lo spiega il rapporto “La Sicilia, il Mezzogiorno i ritardi e le opportunità di investimento” presentato ieri dall’Osservatorio economico e sociale sulla Sicilia, costituito da Irfis e Svimez. Numeri che sembrano far gridare al miracolo, ma invece nascondono una crisi che non accenna a terminare, e evidenziano un sempre crescente divario non solo tra sud e nord, ma anche tra Italia e resto d’Europa.

Prima le buone notizie. Lo studio evidenzia come il numero totale degli occupati in Sicilia, nel 2019, sia cresciuto dello 0,3% rispetto all’anno precedente. Un dato in assoluta controtendenza rispetto a quanto è accaduto nello stesso periodo nel resto del Mezzogiorno, dove si è invece riscontrata una diminuzione degli occupati dello 0,3 per cento. Il dato siciliano si dimostra in linea con quanto avvenuto in Italia, dove l’aumento dell’occupazione si è attestato allo 0,3 per cento.

Il risultato complessivo dell’anno 2018 in Sicilia riflette un andamento decisamente positivo nell’industria, una crescita sostanzialmente simile dell’occupazione agricola ed una sensibile contrazione nei servizi. Nella regione aumentano del 5,8% gli occupati dell’industria (+0,1% nel 2017), del 5,9% gli occupati agricoli mentre flettono del 2,2% quelli dei servizi. Buone notizie anche per quanto riguarda gli occupati a tempo pieno, che aumentano per il quarto anno consecutivo (+0,7 per cento) mentre si riduce il lavoro part time (-4,6 per cento) dopo la crescita registrata nel 2017 quando i lavoratori a tempo parziale crebbero dell’1,9 per cento.
Le cose vanno meglio del previsto anche per quanto riguarda il Pil siciliano per l’anno  2018. Infatti le stime contenute nella Nota di aggiornamento al Documento di economia e finanza della Regione Siciliana 2020/2022, prevedono una crescita del prodotto interno lordo dello 0,3 per cento, mentre il Rapporto Irfis-Svimez valuta l’incremento di Pil dell’isola  in uno 0,5 per cento.
Nel 2018 le esportazioni della Sicilia sono cresciute del +15,3%: un dato molto positivo – uno dei valori più elevati tra tutte le regioni italiane. Questo biennio di forte crescita ha consentito alla regione di recuperare pienamente il calo delle esportazioni subito nei due anni precedenti (-27%, complessivamente, tra il 2014 e il 2016). Contestualmente, la propensione all’export – misurata dal rapporto tra le esportazioni e il PIL – è risalita al 12,1%, valore significativamente più elevato rispetto all’11,4% del 2014. Per confronto, si consideri che sempre nel 2018 la propensione all’export dell’intera area meridionale è pari al 12,6%.
Numeri positivi, che però traggono in inganno: Perchè seppure lentamente la Sicilia cresce, ma meno che il resto d’Italia, che a sua volta cresce molto meno del resto d’Europa. Non solo: pur in leggera salita, nel 2018 il PIL del Mezzogiorno è ancora oltre 10 punti al di sotto dei livelli del 2008; nel Centro-Nord mancano ancora 2,4 punti percentuali.  Per ultimo, nel 2019 è prevista addirittura una leggera recessione.

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