Segnalazioni via Whatsapp, critiche anche da Cmdb: «Giustizialismo “fai da te” col telefonino»

L'intervento degli attivisti: «Non sono questi i metodi che fanno crescere una comunità, tantomeno se sono l'escamotage per coprire le inadempienze e carenze delle istituzioni»

 

MESSINA. Non si arresta il coro di “no”  all’introduzione del nuovo servizio Whatsapp per segnalare le condotte illecite, o presunte tali, dei cittadini. Dopo gli interventi duri di Pd, M5s, associazione Radici ed Mli, a prendere posizione sono adesso gli attivisti di “Cambiamo Messina dal basso”, che esprimono tutte le loro perplessità.
«I metodi di De Luca – scrivono – anche se risultano popolari e accattivanti per molti, ci hanno, fin da subito, lasciati quanto meno perplessi, e, in diversi casi, preoccupati ed indignati. Di fronte all’istigazione ad una “guerra” tra pari e alla proposizione di un meccanismo delatorio, le voci di dissenso contro il sindaco, per fortuna, si sono finalmente levate anche da parte di chi, fino ad oggi, non s’era stranamente accorto di nulla. Speriamo che queste critiche servano a disintossicare molte coscienze dalla sbornia social a cui siamo tutti stati sottoposti da più di un anno, la cui naturale evoluzione non poteva che essere, purtroppo, il giustizialismo “fai da te” col telefonino. Non è questa la crescita culturale di una città  Non sono questi i metodi che fanno crescere una comunità,  tantomeno se sono l’escamotage per coprire le inadempienze e carenze delle istituzioni», concludono.

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