Spazzatura sulle spiagge messinesi. Turisti costretti a ripulirle per godere del paesaggio (foto)

Dalla prossima settimana sarà prevista una pulizia delle aree da parte di Messina Servizi, ma ecco come si presenta il litorale messinese a metà luglio, pulito solo in prossimità di lidi e barche

 

Di Andrea Denaro ed Hermes Carbone

MESSINA. Mentre i cittadini sporcano e inquinano le spiagge, i turisti le puliscono per “poter godere delle meraviglie di Messina”. Questa la testimonianza di alcuni campeggiatori provenienti da Palermo che hanno dovuto raccogliere cartacce e plastica nella zona di Sant’Agata per parcheggiare le roulotte.

Purtroppo, la situazione di degrado non migliora in spiagge come quella di Torre Faro, Mortelle o di Paradiso, invase dai rifiuti, a differenza di quelle di Pace che sono curate dai lidi che, come stabilito dalla concessione per il demanio marittimo, devono mantenere pulito ai lati della propria area per un ulteriore spazio pari al 50% dell’area demaniale concessa (se per esempio parliamo di 100 metri quadri, il proprietario del lido deve mantenere pulito per 50 metri quadri a destra, a sinistra e sul retro dell’area). Anche se di recente ci sono state alcune segnalazioni dovute ad un probabile scarico fognario che inquina la spiaggia di Grotte, emanando cattivi odori. Da notare, inoltre, che la spiaggia è pulita dove sono posteggiate le barche.

Proprio alla Punta si vedono sparse sulla sabbia, e anche nell’area antistante, bottiglie di vetro e di plastica, cartacce distribuite per quasi tutta la zona, soprattutto dove crescono le piante, cartoni e anche un blocco di cemento, che chissà come ci sarà arrivato.

L’ex lido “Asso di mazze”, invece, pare essere stato scambiato per una discarica in quanto il locale, ormai abbandonato, ospita spazzatura di vario tipo.

Deplorevole anche la condizione dell’area, utilizzata come parcheggio, ai lati del lido dei Carabinieri a Mortelle, dove tutto lungo il perimetro vi è sparso di tutto.

I rifiuti abbondano anche sulle sponde del lago Piccolo di Ganzirri dove, a differenza del lago Grande che è stato luogo dell’evento “Siamo tutti sulla stessa barca” per cui i “Canottieri Peloro” lo hanno pulito, vi è spazzatura di ogni genere.

Un’altra discarica è l’area antistante la spiaggia di Sant’Agata, proprio sotto il rifornimento Eni: dopo lo sbaraccamento di quelle abitazioni, situate proprio sotto l’asfalto della via Consolare Pompea, le “case”, rimaste aperte, sono state utilizzate per buttarci immondizia, con sacchetti di spazzatura che addirittura fuoriescono.

Sempre nella stessa zona, un fiume di immondizia copre il torrente che sfocia a mare, proprio accanto all’area dove solitamente i turisti stanziano le roulotte. “Quando siamo arrivati i vigili ci hanno detto di lasciare pulito ma noi non solo gli abbiamo mostrato com’era combinata la zona, abbiamo preso dei sacchetti e abbiamo raccolto, per quanto possibile, la spazzatura che c’era a terra. Quindi quello che vedete ora non è niente in confronto a quello che c’era. Non ho fatto neanche fare una passeggiata ai cani perché mi spavento di quello che ci potrebbe essere”, hanno raccontato i campeggiatori.

Superata la zona della litoranea “invasa” dai lidi, e per questo pulita, l’incuria e il degrado riappaiono nella località di Paradiso, all’altezza della casa della poetessa Maria Costa dove fra barche abbandonate, sulla spiaggia e nell’area antistante, ci sono rifiuti di ogni tipo.

“Noi la pulizia delle spiagge l’abbiamo fatta fra aprile e maggio – afferma il presidente di Messina Servizi, Pippo Lombardo – ma le richieste ci arrivano per il lato monte della spiaggia, quello prevalentemente ricoperto dalle erbe che crescono. Con solo i nostri mezzi non possiamo pulire tutta quella zona del litorale, per questo abbiamo chiesto un supporto esterno e dalla prossima settimana avvieremo i lavori“.

“Per quanto riguarda la deposizione di spazzatura – conclude Lombardo – noi proviamo a fare la differenziata, ma la gente butta più spazzatura per terra che nei cassonetti, e nei cassonetti troviamo di tutto“.

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