Atm, arriva il verdetto ufficiale: i debiti ammontano a 29 milioni

Lo certifica la delibera di messa in liquidazione. Si mette un punto al balletto di cifre senza controllo che ha caratterizzato la discussione intorno all'azienda trasporti negli ultimi quattro mesi. Anche se le cifre continuano a non tornare

 

MESSINA. Sono definitivamente ventinove milioni. E 346mila euro. A tanto ammontano i debiti dell’Atm, l’azienda speciale che si occupa di trasporto pubblico che sarà messa in liquidazione entro la prossima settimana, intorno alla quale da quattro mesi i numeri relativi ai gravami economici circolavano fuori da ogni controllo, cambiamdo di giorno in giorno.

Ventinove milioni di passivo certificati e allegati alla delibera, frutto di 72,2 milioni di euro di debiti ma di crediti vantati per 42.9 milioni di euro. Niente di cui stare allegri, ovviamente: è anche per questo che l’amministrazione guidata da Cateno De Luca ha deciso per la messa in liquidazione della società, e per la creazione di una nuova spa a capitale interamente pubblico, che dovrà essere, come la liquidazione, votata dal consiglio comunale.

Questo, nel dettaglio, lo specchietto crediti/debiti allegato alla delibera di liquidazione:

Lo specchietto, (“allegato B” nella delibera), è stato trasmesso dall’Atm il 17 ottobre 2018. Cinque giorni dopo, il 22 ottobre, il collegio dei revisori sottolineava che ammontavano a 51 milioni e 201mila euro “le perdite pregresse risultanti dalla azienda trasporti Messina , e che doveva essere obbligo dell’ente proprietario provvedere alla copertura delle stesse”. Questa cifra non è però stata riportata nel prospetto allegato alla delibera. Una spiegazione alla bizzarria matematica (ma evidentemente non finanziaria) l’ha data una settimana fa MessinAccomuna in una nota.

Che il futuro dell’Atm non sarebbe stato comunque roseo (anche se non catastrofico come Cateno De Luca aveva più volte ribadito, soprattutto nei suoi comizi), lo scrissero nero su bianco i revisori dei conti nel verbale di febbraio 2018, che esprimevano “forte preoccupazione in merito ad una ulteriore riduzione del corrispettivo annuale riconosciuto dal Comune, in quanto influirebbe in maniera estremamente negativa sulla già grave situazione finanziaria debitoria dell’azienda”, scrivevano, invitando il consiglio d’amministrazione a “agire con la massima cautela nel predisporre delibera che comportino ulteriori costi di cui non accetta la copertura finanziaria stante anche la mancanza di bilanci previsionali 2017 e 2018 e la notoria mancata approvazione di bilanci e consuntivi da parte del consiglio comunale a partire dall’esercizio 2002.

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Clara
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Clara

De Luca per giustificare la sua incompetenza e la macelleria sociale in atto ad atm mente sapendo di mentire e i poveri fido bau ai comizi applaudono ignorando la verità. Ha licenziato 44 padri di famiglia e adesso ne vuole 30 per 6 mesi. Guerra tra poveri e poveri su poveri… cattiveria politica,costruita su padri di famiglia con il solo scopo di fare campagna elettorale perpetua. Schifo

Carlo
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Carlo

De Luca ha rispettato la legge poiché è impensabile nonché illegale al quanto offensivo e non dignitoso entrare in un’azienda pubblica attraverso agenzie interinali. È discriminate pura e allucinazione collettiva pensare di essere assunti attraverso tali agenzie di somministrazione laddove stravolgerebbe il c.d. Bando pubblico ovvero concorso con relativi punteggi. Basta con queste infami idiozie.

Stefano
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Stefano

Sei un emerito ignorante nel senso che ignori la materia, De Luca vi ha riempito talmente la pancia di FUFFA che ancora non vedete l’evidenza. Ha fatto passare per raccomandati gli autisti interinali quando lui sta assumendo CN lo stesso metodo anche se cambia ufficio del lavoro. Per legge un comune in predissesto nn può espletare concorsi pubblici come non li sta espletando il tuo sindaco farlocc

Carlo
Ospite
Carlo

Infatti, ma attraverso legalità dell’ex ufficio di collocamento ignorante bislacca presuntuosa che insisti sulle assunzioni interinali mediante lo strumento anello di congiunzione delle agenzie di somministrazione che vanno bene per una azienda privata ma non certamente pubblica.
Comq al di là e indipendentemente esiste il centro dell’impiego ovvero l’ex ufficio di collocamento quindi muta…