Undici villaggi vogliono la “secessione” da Messina, De Luca: “Grande schiaffo alla città”

“Farò di tutto per ritardarlo, lo dico senza se e senza ma”. L'opposizione del sindaco alla proposta degli ex XII e XIII quartieri di costituire il comune autonomo "Montemare. “Capisco le ragioni, quello che mi brucia di più sono i 700 mila euro necessari per indire il referendum”. E spiega perchè non funzionerà

 

MESSINA. È un grande schiaffo alla città. Non entro nemmeno nel merito del profilo politico perché smembrare un territorio oggi, indebolendo anche la forza contrattuale di una città, francamente non la vedo una scelta saggia. Ma quello che mi brucia di più sono questi 700 mila euro necessari per indire il referendum. Farò di tutto per ritardarlo, lo dico senza se e senza ma”. Questo il primo appello del sindaco Cateno De Luca in merito al referendum per la secessione degli ex XII e XIII Quartieri del comune di Messina, a quasi tre settimane dalla pubblicazione del decreto sulla Gazzetta ufficiale, per costituire un comune autonomo, “Montemare”

“Sono ovviamente costernato rispetto a un quadro finanziario nel quale ci troviamo. Non guardo nemmeno il merito, io guardo la condizione generale in cui si trova la città”, ribadisce il primo cittadino, sulla base del “Regolamento per la disciplina dei referendum comunali” che, nell’articolo 16, afferma: “Le spese per lo svolgimento delle operazioni attinenti ai referendum, nonché quelle per le competenze dovute ai componenti dei seggi elettorali, fanno carico al Comune”.

“Nello stesso tempo dico che togliere migliaia di abitanti alla città di Messina in questo momento significa perdere anche altre risorse, in base ai parametri che attualmente condizionano l’assegnazione d’ufficio alle città metropolitane, asseconda della popolazione, mentre questo nascente comune non avrebbe le stesse risorse che, ovviamente, verrebbero tolte dalla città […] Legittimamente, fino a quando potrò ritardare, ritarderò, anche con diffide”, continua De Luca.

Ma la motivazione portata avanti da 8 anni dal “Comitato promotore Montemare” per la formazione del nuovo comune, è che “La realtà periferica costituita dai diversi villaggi collinari pur appartenendo al comune di Messina non riscontra una effettiva comunanza di bisogni, di continuità fisica e di interessi con la città, e di fatto rappresenta un’entità territoriale e sociale, per tradizioni e cultura, distante e diversa dal contesto cittadino”, si evince sul decreto.

De Luca non nega la grave situazione vissuta dalle località periferiche, ma ne attribuisce la causa alle precedenti amministrazioni. “Hanno ragione, il palazzo non ha tenuto conto delle esigenze delle periferie, su questo non ci sono dubbi. Ma oggi stiamo cercando di fare un lavoro strutturale che parta proprio da lì e credo che già i prossimi segnali saranno indirizzati in tal senso. […] In questa fase transitoria le diminuzioni sono state ovunque, ma ora c’è il nuovo piano che l’Atm presenterà e che tiene conto esattamente di questo”.

Il comitato, intanto, sta già intervenendo sul territorio tramite congressi e una politica di diffusione. A questo, però, De Luca non ha nulla da rispondere: “Ormai il procedimento è avviato, quindi io oggi non ho nulla da dire, non stanno raccogliendo le firme, tutto si è compiuto, ma si mina una caratteristica che ha reso particolare la città di Messina: un insieme di villaggi. Quindi smembrare una parte di questa caratteristica, obiettivamente, significa mettere a rischio la sua identità”.

Chi è che garantisce che questo comune sia in condizione di gestirsi con le proprie risorse?”, chiede il sindaco. “Io dico in partenza – conclude –  che sotto il profilo finanziario questa è una strategia che porterà al fallimento del territorio, perché sono le zone marginali dove anche la presenza del rapporto tra patrimonio immobiliare e popolazione è basso e di conseguenza quello che è anche il profilo degli introiti non consente a questo comune di autogestirsi, e questo lo dico già senza tema di smentita avendo un’idea generale di come sono suddivisi i villaggi appartenenti. Vorrò vedere il comune, suddiviso in precisamente 11 località, come gestirà la viabilità che diventerà urbana e non più extraurbana, non avendo accesso a determinati fondi. Per me è una scelta da follia, non ho altro modo di definirla”.

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Giuseppe Cardile
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Giuseppe Cardile

Credo, carissimo Cateno, che per una politica del fare, non dovresti neanche pensare di ostacolare questo progetto. È evidente che non hai idea del totale abbandono durato ad oggi oltre 40anni. NESSUNO, della grande metropoli, Prefetti,Questori,Com.ti Provinc. Arma,Com.ti Polizia Municipale,Provincia,Sindaci, Giunte,Assessori vari, hanno mai conosciuto perlomeno l’ubicazione dei nostri villaggi

Sergio Sergi
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Sergio Sergi

Voglio vedere questo ipotetico nuovo comune come potrà gestire la raccolta dei rifiuti, i trasporti pubblici, le scuole,l’acqua, la semplice anagrafe,Messina ne potrebbe guadagnare abolendo linee di autobus,dispendio di energie per la raccolta dei rifiuti,manutenzione acquedotto ecc. ….ai futuri “montemarini” la scelta.