Verde pubblico, arrivano dieci assunzioni. Perché Messinambiente e Ato3 non bastano

Una legge obbliga il Comune ad attingere ad una graduatoria per diversamente abili: che si occuperanno di un servizio che già dovrebbe essere garantito dalle due partecipate. Pagate per questo

MESSINA. Dopo quelli di Messinambiente, dopo quelli dell’Ato3, dopo le cooperative sociali (da qualche anno non più utilizzate) ecco in arrivo altre dieci assunzioni per occuparsi del verde cittadino. L’ok è arrivato dall’ufficio provinciale del lavoro, le lettere di assunzione sono partite. “Questione di giorni ed entreranno in servizio”, spiega l’assessore all’Ambiente Daniele Ialacqua.

Perché, con quasi seicento dipendenti di Messinambiente e Ato3, il comune Messina potrebbe avere bisogno di ulteriore personale per occuparsi di pulizia e di cura del verde pubblico? Per un obbligo di legge. “Esiste una norma sulle assunzioni che riguarda il collocamento obbligatorio di persone diversamente abili. Per legge, il Comune deve assumerne in tutto ventisei: tre anni fa, quando sono state avviate le procedure, ho chiesto dieci addetti alla manutenzione del verde”.

Come fanno dieci assunti da un bacino riservato a diversamente abili a svolgere un’attività manuale, e di fatica, come la cura del verde? Con una prova di idoneità superata, ed il conseguente rilascio di attestato di iscrizione alla graduatoria addetto alla manutenzione del verde. I dieci saranno utilizzati stabilmente in alcune zone particolarmente “sensibili”: lungomare del Ringo e Villa Sabin, via Sant’Agostino e Montalto, lungo il percorso turistico, Provinciale, e nelle ville cittadine, ad integrazione del personale Ato (ventisei su cinquantuno dipendenti in totale) che già dovrebbe lavorarci, ma che invece fino ad oggi si è occupato principalmente dello spazzamento, mentre ad occuparsi delle ville cittadine, con qualifica di giardinieri, erano quattro dipendenti. Oltre ai dieci che si occuperanno di verde pubblico, ci saranno dieci custodi ed un tecnico ambientale, tutti con contratti a tempo indeterminato e tempo pieno.

Nel frattempo all’Ato3, per il “servizio di pulizia e manutenzione ville comunali e aree a verde”, nonché per costi di funzionamento della struttura, che è in liquidazione da luglio del 2010, ad aprile il Comune di Messina ha staccato l’assegno mensile: 231.407mila euro. Somma per la quale, informano dall’Ato3, ad aprile si è intervenuto nelle aiuole della scalinata di Montalto, di largo Laudamo, del Muricello, e delle piazze Castronovo ed Unione europea.

I dieci neoassunti, quindi, si occuperanno di un servizio che già dovrebbe essere garantito da ventisei dei cinquantadue dipendenti Ato3: nel capitolato d’oneri, infatti, c’è scritto chiaramente cosa compete alla società d’ambito: “Manutenzione delle siepi e cespugli (potatura, scerbatura, concimazione, zappettatura, interventi fitosanitari) delle aree a verde del centro urbano della città di Messina”, e “Manutenzione-diserbo dei marciapiedi, dei vialetti e dei cordonati attigui alle aree a verde del centro urbano”. 

Anche a Messinambiente, nella stessa delibera, viene affidata la “pulizia di tutte le aree a verde ricadenti dentro tutto il territorio comunale”, ad esclusione delle ville comunali e della passeggiata a mare, “che l’amministrazione si riserva di continuare ad affidare” all’Ato3.

 

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