MESSINA. Quell’isola ecologica ha provocato più disagi di quanti non ne abbia risolti, e quindi va chiusa. Firmato consiglio della quinta circoscrizione. È il contenuto della delibera che il presidente del V quartiere Santino Morabito ha proposto ed il consiglio ha votato, e che porterà alla chiusura della “mini isola” di via Leonardo Sciascia. Perché? Per un bel po’ di  motivi, sostengono i nove consiglieri che l’hanno votata.

“Le modalità di gestione e le caratteristiche con le quali viene erogato il servizio ai cittadini hanno determinato, nel corso di questi mesi, il deterioramento delle normali condizioni igienico sanitarie del sito ed il sensibile peggioramento delle condizioni di vivibilità dell’area”, denunciano i consiglieri.

Di fatto, l’isola ecologica è una piccola piattaforma piazzata in uno slargo di fronte la piazza XXV aprile, che serve da parcheggio e da ingresso e uscita dei condomini che sono sorti negli anni, e nella quale da due anni c’è un chiosco bar e da qualche tempo prima un fruttivendolo. Condizioni (e attività) incompatibili con la spazzatura che si accumula, incustodita e incontrollata. “L’area che accoglie i contenitori per la raccolta differenziata ed il minicam non è recintata, nè custodita nè videosorvegliata, si legge nella delibera. Ma non solo.

Il personale Ato3 destinato ai servizi, di norma due signore che attendono l’utenza dentro un’autovettura privata, effettua esclusivamente l’attività di pesatura dei rifiuti, ed è presente in loco solo la mattina – puntualizzano i consiglieri – e Messinambiente non è mai stata in grado di garantire il regolare svuotamento dei contenitori”. Il risultato, considerato che si continua a far conferire rifiuti anche quando questi raggiungono il secondo piano d’altezza, comporta che il parcheggio si trasformi in una discarica con cadenza pressochè settimanale.

Del caos, ovviamente, c’è chi ne approfitta. Sconosciuti, che il consiglio dichiara di aver filmato, approfittano della spazzatura incustodita per “rubarla” e ripresentarsi l’indomani alla pesatura, facendo lievitare il quantitativo di differenziata che poi andrà scomputata dalla Tari.

Ce n’è abbastanza perchè i nove consiglieri presenti alla seduta votassero all’unanimità la chiusura della mini isola ecologica, impegnando però Messinambiente e Ato3 (entrambe società in liquidazione, destinate a chiudere battenti tra qualche settimana) a trovare una soluzione alternativa che possa servire l’enorme bacino d’utenza che va dall’Annunziata a san Licandro.

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