BARCELLONA.  «La verità è che la violenza maschile, quella che si genera spesso dal cortocircuito dovuto all’incapacità di un uomo di gestire la separazione, i no ricevuti, i rifiuti, il distacco, può riguardare ciascuna di noi. Si tratta di un ennesimo fatto di cronaca che deve spingerci, ancora una volta, ad interrogarci sulle relazioni tossiche causate da ruoli patriarcali ed eterodiretti». Così la Rete Nazionale Antiviolenza “Frida Kahlo” Onlus commenta a caldo la morte di Maria Carmela Isgrò, 48enne impiegata comunale di Barcellona Pozzo di Gotto, uccisa dal marito Nicola Siracusa, che si è poi tolto la vita. 

«Il femminicidio avvenuto a Barcellona Pozzo di Gotto – si legge nella nota – è in realtà una storia che riguarda tutte e tutti, nessuno escluso. Frida Onlus intende ribadire che la violenza di genere e la violenza maschile sulle donne non hanno una residenza geografica né una collocazione nella presunta scala sociale. Si tratta di un modo violento e spesso senza scampo per annichilire la libertà di una donna di decidere liberamente sulla propria vita, ovunque lei si trovi nel mondo e a qualsiasi classe sociale appartenga».

Il Centro Antiviolenza esprime quindi la sua vicinanza alla giovane figlia di Maria Carmela. «È oggi un’adolescente, ma dovrà gestire la sua futura vita adulta con un fardello che si poteva evitare».

«Noi – conclude il comunicato – continueremo ad accogliere, ascoltare, sostenere ed affiancare le donne 365 giorni l’anno e h24, come abbiamo fatto fino ad ora. Ciò perché nessun femminicidio potrà fermare, oggi più che mai, le nostre azioni sul territorio di educazione ai sentimenti, prevenzione e contrasto della violenza maschile».

 

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