Violenza sulle donne, i numeri che non ti aspetti

L'ergastolo per il marito di Omayma Benghaloum fa tornare in auge un dramma sociale che coinvolge 6 milioni di persone. Ma i numeri sono in calo, e la Sicilia è tra le regioni meno violente. I dati e la mappa interattiva per capirne di più

Di seguito un approfondimento pubblicato nel marzo 2017, che vi riproponiamo oggi, buona lettura.

La sentenza per l’omicidio di Omayma Benghaloum da parte del marito Faouzi Dridi e la recente vicenda di Ylenia Bonavera sono solo alcuni dei casi di cronaca che ogni giorno segnalano violenze, sopraffazioni e omicidi sulle donne o ne raccontano gli esiti giudiziari. Il numero è impressionante: nell’ultimo mese, in Sicilia, per ben trentasei volte le cronache hanno riportato episodi di violenza ai danni di ex mogli, ex compagne, ex fidanzate, da parte di uomini. Che non si rassegnano. Che le trattano come fossero “cosa loro”. Che minacciano, perseguitano, distruggono.

I numeri – li fornisce l’Istat e si riferiscono al 2015 – non mentono: 6 milioni 788 mila donne hanno subìto nel corso della propria vita una qualche forma di violenza fisica o sessuale, 3 milioni 466 mila donne hanno subìto stalking nel corso della vita, il 16,1% delle donne. Di queste, 1 milione 524 mila l’ha subìto dall’ex partner. Le donne separate o divorziate hanno subìto violenze fisiche o sessuali in misura maggiore rispetto alle altre (51,4% contro 31,5%), perché sono i partner (attuali o ex) a commettere le violenze più gravi. Il 62,7% degli stupri è commesso da un partner attuale o precedente.

Numeri gravissimi, ma che, in realtà, sono in costante calo. Negli ultimi 5 anni le violenze fisiche o sessuali sono passate dal 13,3% all’11,3%, rispetto ai 5 anni precedenti il 2006. «Ciò è frutto di una maggiore informazione, del lavoro sul campo, ma soprattutto di una migliore capacità delle donne di prevenire e combattere il fenomeno e di un clima sociale di maggiore condanna della violenza», scrivono i ricercatori dell’Istat. Rispetto al passato, le donne sempre più spesso considerano la violenza subìta un reato (dal 14,3% al 29,6% per la violenza da partner) e la denunciano di più alle forze dell’ordine (dal 6,7% all’11,8%), sempre più frequentemente ne parlano con qualcuno (dal 67,8% al 75,9%) e cercano aiuto presso i servizi specializzati, centri antiviolenza, sportelli (dal 2,4% al 4,9%).

Contrariamente ad un’iconografia consolidata nel tempo, non è il sud Italia il luogo in cui la maggior parte delle violenze viene compiuta. Anzi, sono proprio le isole a far registrare i numeri sorprendentemente più bassi: dai dati del Terzo Rapporto Eures sul Femminicidio in Italia del 2015, il numero dei femminicidi nel Sud nel 2014 è diminuito del 42,7% (da 75 a 43), a fronte di una crescita dell’8,3% a Nord (da 60 a 65).
Non solo “femminicidi”, però: su una media calcolata ogni 100mila donne residenti, la regione più violenta è risultata essere il Trentino (88 casi su centomila donne), seguita dall’Emilia Romagna (79), mentre la Sicilia si piazza in fondo alla classifica con 56 casi. L’ipotesi che si possa trattare di “reticenza”, viene contrastata dal netto incremento delle denunce.

LA MAPPA INTERATTIVA DEGLI ULTIMI CASI DI VIOLENZA SULLE DONNE IN SICILIA (Cliccando sulle icone è possibile leggere la descrizione nel dettaglio).

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