PALERMO. La valutazione di rischio che fa il ministero della Salute per la regione Sicilia è “moderata”. Lo ha annunciato stamattina l’assessore regionale alla Salute Ruggero Razza, che è intervenuto sulla vicenda, riportata oggi la La Sicilia, dei posti letto di terapia intensiva. Il direttore generale dell’assessorato, Mario La Rocca, che invitava i direttori delle aziende ospedaliere a “caricare i dati” dei posti in terapia intensiva sui portali del ministero della Salute.

“Non si mette in dubbio che ciò che è stato caricato effettivamente corrisponda ai posti disponibili. Ho sentito il ministero ed ho chiesto che si faccia, insieme ai Nas, un immediato controllo dei dati che sono stati caricati per la certificazione e controllo di quello che abbiamo scritto”.

 

Sulla vicenda incalza però Giancarlo Cancelleri, due volte candidato alla presidenza della Regione e viceministro delle Infrastrutture, del Movimento 5 stelle.

“Dopo quanto si legge oggi sul giornale LaSicilia o ascoltare l’audio in allegato del dirigente a capo del coordinamento dei dati della sanità siciliana, purtroppo i dubbi che sorgono non sono pochi.

Il governo centrale per prendere decisioni corrette, chiaramente necessita di dati corretti, ma forse in Sicilia alla politica che ci governa importa solo il “colore” per continuare a fare propaganda.

Forse non è chiara una cosa, il colore delle zone differenziate, non è un premio o un giudizio del Governo, è il risultato del confronto di 21 parametri, che riguardano anche le condizioni della sanità regionale, per garantire in sicurezza aperture e spostamenti dei cittadini.

Chiudere tutto e tornare tutti indistintamente in lockdown sarebbe la decisione più semplice da parte del Governo Conte, invece no! Perché oltre alla difesa della salute va salvaguardata anche la tenuta economica di un intero territorio. Per questo raccogliere i dati in modo puntuale e corretto è fondamentale.

Se i numeri di posti in terapia intensiva della regione Sicilia, trasmessi al governo centrale dal governo Musumeci, non corrispondessero alla realtà non solo sarebbe grave, ma metterebbe seriamente in pericolo la salute dei siciliani.

Ad oggi tutti gli show del presidente Musumeci e le lagne dell’assessore Razza il giorno della decisione di fare della Sicilia zona arancione risultano inappropriati e fuori luogo. Un governo regionale perennemente in ritardo e in polemica con ogni decisione presa a Roma non fa il bene dei siciliani, soprattutto se per un colore si è disposti a dichiarare posti di terapia intensiva che un siciliano in pericolo di vita in realtà non troverebbe”.

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