MESSINA. La previsione iniziale era di ventotto mesi. Tre anni al massimo, poi la città avrebbe avuto gli svincoli di Giostra e del- lʼAnnunziata. E invece ci sono voluti ventidue anni tra inizi, lavori a singhiozzo, inaugurazioni parziali, interruzioni, imprese che hanno passato la mano (o hanno dichiarato fallimento e sono creditrici del Comune), oggi finalmente lo svincolo di Giostra sarà completato e aperto senza più limitazioni. Ventidue anni per un paio di km scarsi di rampe senza nessuna particolare difficoltà tecnica. Eppure sono occorsi oltre due decenni.

Gli svincoli sono stati negli anni una vera e propria tela di Penelope:  avrebbero dovuto liberare Messina dalla schiavitú del traffico sin dal 1997, su progetto di Beppe Rodriquez, e dopo un lungo tira e molla, fatto di lavori iniziati e mai finiti, ditte  subentrate e rinunciatarie, con un nutrito corollario di cause e perizie di variante per ovviare alle magagne in corso d’opera condita con una buona dose di elementi thriller (come la scomparsa della busta con lʼofferta di una delle nove imprese partecipanti nella seconda gara d’appalto, nel 2004), finalmente una prima parte (due rampe su quattro) è stata inaugurata del 2013, un’altra (una terza rampa) nel 2017, e l’ultima nel 2019.  Perchè si possa dire tutto veramente concluso, però, si attende il completamento dei lavori di consolidamento e ristrutturazione del viadotto sul quale si poggiano (lavori che sono iniziati nel 2016, sarebbero dovuti terminare nel 2017, e nel 2018 sono ancora in corso, e ben lontani dalla conclusione).

Non solo: dovevano costare, secondo le previsioni del 1997, quando furono bandite le gare dʼappalto, più o meno 80 miliardi di vecchie lire. Quando sono ripartiti i lavori dopo il più lungo degli stop, nel 2010, sul piatto c’erano già centoventi milioni di euro: il triplo. E quattro varianti di progetto, perchè nel frattempo non solo le normative erano cambiate rispetto al progetto del 1997.

Perchè tra adeguamenti tecnici e aggiornamenti normativi, nel 2010 l’Anas decide che il vecchio progetto tutto il cemento armato non va più bene, e che è necessario prevedere un sistema misto calcestruzzo-cemento. E così succede che al passaggio di consegne, nel 2011, la Ricciardello (impresa di Brolo che si è aggiudicata l’ultimo appalto) ha trovato 27 “pile” (in pratica i pilastri che sostengono lo svincolo) con fusto in parte costruito dalle imprese precedenti da completare, 52 da costruirne di sana pianta, e quaranta fondazioni per le stesse pile iniziate e mai terminate. Nel frattempo, però, le normative erano cambiate. Tre o quattro volte.

Poi lo “stop” del 2013, dopo l’apertura delle prime due rampe. In progetto c’era la posa del giunto che avrebbe dovuto collegare le rampe degli svincoli al viadotto Ritiro, da 225 metri,in ghisa e dimensionato in maniera opportuna per garantire il collegamento. Progetto che non è mai stato realizzato, perchè il giunto sarebbe andato a gravare sul viadotto Ritiro le cui condizioni erano pessime (e che ha determinato il restringimento di carreggiata che per anni ha afflitto chi sfortunatamente deve prendere la Messina-Palermo).

Ricapitolando, per non perdersi: è la Gepco-Salc-Cogeco ad aggiudicarsi lʼappalto per i primi due lotti, il 4 settembre del 1997, rispettivamente per un valore di 27 e 24 miliardi di lire, con un ribasso del 27%. Il terzo lotto (quello dell’Annunziata con la galleria annessa), andava allʼati Torno-Gitto-Vinci (con un ribasso del 40%), che si ritira dall’appalto (contratto risolto nel 2006) dopo avere realizzato il 94% dei lavori (andati successivamente alla Consoter). Nel 2001, una variante nel progetto di costruzione della galleria Giostra-Annunziata, aggiudicata in origine per 23 miliardi, fa lievitare gli importi fino a 44 miliardi di lire.

Nel frattempo, la Gepco fallisce. Nel corso dellʼindagine sulla perizia di variante, si registra la sparizione negli uffici del comune di gran parte della documentazione presentata dalla “Gitto s.r.l.”, nonché di tutta la documentazione contenuta nella busta-offerta di gara presentata dalla ditta individuale “Vinci”, in occasione dellʼassegnazione dellʼappalto per lo svincolo autostradale di Giostra-Annunziata. Allʼespletamento della nuova gara continuano i misteri: ad aprile del 2004, in sede di gara, sparisce la busta con lʼofferta di una delle nove imprese partecipanti. Lʼanno successivo, dopo ricorsi e controricorsi, la gara dʼappalto per la sostituzione della Gepco la vince lʼati tra la catanese Aia e la messinese Demoter. Non va bene nemmeno quella, ulteriore stop, poi il sindaco Buzzanca fa appello ai poteri speciali e i lavori riprendono, con la gara vinta dalla Ricciardello. Il Comune, stazione appaltante, nomina (nel 2012) l’Anas come direzione lavori e rup. L’Anas, a lavori ultimati, invia una relazione al Genio Civile, che blocca i lavori. Nel frattempo, dopo il collaudo statico “contestato”, c’è quello amministrativo da completare, e in attesa che si faccia, la titolarità delle aree passa dal Comune al Cas, che si è occupato materialmente di piazzare il giunto. Da lì, nel 2017, si è aperta prima la terza rampa. E oggi si inaugura la quarta. A ventidue anni dal primo progetto.

Nel frattempo, sin dall’apertura gli svincoli hanno denunciato subito parecchie magagne.

 

2002

 

2006

 

2011

 

2014

 

 

2015

 

2017

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