MESSINA. Promuovere la cultura e lo sviluppo dell’attività diportistica e puntare allo sviluppo della nautica e delle attività di mare sullo Stretto. Questa l’idea dell’associazione Diporto & Pesca sportiva, nata lo scorso aprile a Messina con lo scopo di “incentivare e fornire gli strumenti per un diporto sempre più informato” a tutti quei messinesi amanti del mare, ha raccontato Giacomo Alberto Irrera, fondatore, sottolineando come proprio per questo motivo “una delle prime azioni fatte è stata la convenzione con FEMAGROUP, un’azienda che si occupa proprio di formazione per il conseguimento dei titoli marittimi”.

Giacomo Alberto, laureato in giurisprudenza all’Università di Messina, ora sta frequentando un master di secondo livello in diritto ed economia del mare organizzato dalla camera di commercio di Pescara e l’Università di Teramo. Diportista e pescatore dilettante, nel corso del tempo, a Ganzirri Giacomo è diventato un punto di riferimento per tutti gli appassionati che vogliono essere aggiornati sulle normative vigenti.

“Soprattutto durante il primo periodo di covid- ha raccontato- non si capivano bene le varie ordinanze emanate dal comune, così cercavo di interpretarle facendo chiarezza a chi me lo chiedeva. Stessa situazione si presentava nei casi in cui c’era da chiamare la Capitaneria di Porto, e capitava che le autorità non rispondessero, da lì è nata l’idea di fondare un’associazione che fosse un ente autorevole, che potesse essere ascoltato“.

Tra i servizi che l’associazione ha l’obiettivo di offrire, al primo posto infatti c’è quello di aggiornare i membri -tramite un gruppo Whatsapp e una pagina Facebook–  sulle ordinanze in vigore nell’hinterland dello Stretto e far conoscere tutte le novità e le curiosità meno conosciute sul diporto.

Quindi, mediare e diventare un punto di riferimento per i diportisti messinesi. Ma non solo. Tra i piani dell’associazioni, infatti, anche progetti sul lungo periodo.

“A Messina non esiste il turismo nautico, come invece accade a Scilla ad esempio – ha raccontato il fondatore dell’associazione – perché non ci sono aree dedicate per l’attracco. Chi vuole fare turismo nautico deve attraccare alla Marina del Nettuno, e a quel punto sei già in città, non vivi il mare“.

In questo momento, infatti, l’ associazione Diporto & Pesca sportiva è in attesa di conoscere il contenuti del PUDM (il Piano di utilizzo delle aree demaniali marittime) per capire quale sarà il destino di un centinaio di barche che solitamente “parcheggiano” sulle coste messinesi.  “Lì vorremmo essere resi partecipi per l’ individuazione delle aree destinate al varo e all’alaggio. Chi ha le barche sa le difficoltà alle quali va incontro e vorremmo evitare che queste aree restino cattedrali nel deserto inutilizzate perché poco pratiche o accessibili da terra o dal mare”.

E a questo proposito sono già state avanzate dall’associazione alcune proposte a favore: è legata al progetto l’idea nata dall’ingegnere Angelo Silvestro, che in sostituzione dell’area di Torre Bianca, individuata per la costruzione del porticciolo di Torre Faro (che sarebbe stata impraticabile a causa del maestrale), ha proposto di sviluppare da via Palazzo alla piazzetta dell’Angelo un “percorso” di massi che consentirebbe da un lato di tutelare la costa dal dissesto idrogeologico, e quindi dai marosi, e dall’altro di ottenere dei posti barca per i natanti -residenti e non- permettendo di liberare il demanio e allo stesso tempo di sviluppare il turismo marittimo.

“Un’idea alla quale poi non ha pensato nessuno e per la quale vorrei muovermi è quella di creare e promuovere strutture diportistiche per i disabili -ha concluso Giacomo- deve esserci in ogni porto anche solo un attracco per diportisti che hanno necessità”.

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