MESSINA. Il terzo quartiere ha un problema di discariche abusive, che nascono come funghi, vengono tolte con difficoltà dagli operatori di Messina servizi, e il giorno dopo tornano puntuali come se non fosse successo nulla. Un problema talmente sentito che tre i consiglieri Alessandro Cacciotto (Fratelli d’Italia), Mario Barresi (Popolari – Autonomisti) e Claudia Minutoli (Scurria Sindaco), hanno chiesto al sindaco Federico Basile l’istituzione di un tavolo tecnico permanente.
“Riteniamo che non sia più tollerabile assistere in modo “passivo” a questo degrado. La cittadinanza onesta, che rispetta le regole civili e sostiene il costo di una TARI ancora particolarmente onerosa, non può continuare a rimanere “ostaggio” dell’inciviltà altrui e dell’evidente messa sul campo di misure che si sono dimostrate inadeguate, nonostante la crescita negli anni del servizio della differenziata. Ritenendo non più procrastinabile un intervento strutturato e decisivo, Le chiediamo formale l’ adozione di una Delibera di Giunta o di qualsiasi altro atto equipollente volto all’istituzione di un Tavolo Tecnico Permanente per il contrasto delle discariche abusive. Tale organismo dovrà figurare come strumento operativo, propositivo e risolutivo, vedendo oltre la Sua partecipazione anche degli Assessori competenti per materia, del Dipartimento Servizi Ambientali, della Messina Servizi Bene Comune, della Circoscrizione, del Presidente (o delegato) della Commissione competente presso il Consiglio Comunale, della Polizia Municipale e delle Associazioni di categoria ed in ogni caso di eventuali altri soggetti che riterrà di coinvolgere”.
La risposta arriva da un altro consigliere della terza circoscrizione, Nunzio Signorino, eletto con la lista Basile sindaco. “Rimango sbalordito di fronte all’ennesimo tentativo di scaricare sull’Amministrazione comunale e su Messina Servizi la responsabilità di condotte apertamente illegali e incivili, dichiara Signorino. La realtà dei fatti è sotto gli occhi di tutti: l’Amministrazione e gli operatori svolgono un lavoro immenso, bonificando costantemente e con enormi sforzi economici e umani aree difficili, come dimostrato dai recenti interventi a Bordonaro e alle Case Gialle con oltre 15 tonnellate di rifiuti rimossi. Gli operatori puliscono e bonificano, ma basta un minuto dopo per vedere nuovi abbandoni illegali. Nessun ritmo di raccolta potrà mai stare dietro a chi decide di violare la legge. Attribuire la colpa a chi pulisce anziché a chi sporca è una mistificazione della realtà che insulta il lavoro dei dipendenti e danneggia tutta la cittadinanza. Quello che serve è la tolleranza zero: fototrappole attive, controlli a tappeto della Polizia Municipale e sanzioni severe, comprese le sanzioni penali e il ritiro della patente per chi usa i veicoli per scaricare ingombranti”, conclude Signorino





