PALERMO. Da 48.8 a -4.3: è lo sbalzo termico, di 53.1 gradi, che la Sicilia ha subito nel giro di 5 mesi. L’evento di è verificato nella provincia di Siracusa, nello specifico a Floridia, località dove è situata la stazione di rilevamento del SIAS, sistema informativo agrometeorologico siciliano, in cui l’11 agosto, la colonnina di mercurio ha fatto segnare 48.8 gradi centigradi, la più alta temperatura mai registrata in Europa da quando esistono i rilevamenti strumentali, e che la notte del 26 gennaio è crollata a -4.3 gradi sotto lo zero. In pratica, nella stessa area di pochi chilometri quadrati è stata registrata la temperatura più alta e quella più bassa da quando il meteo viene rilevato strumentalmente: il precedente record di sbalzo termico (assoluto registrato in un arco di 76 anni, non annuale) nella stessa zona era di 46 gradi centigradi: sette in meno di quest’anno.

L’estate 2021 è stata tra le più calde nella serie storica del continente Europeo. Il record segnato a Floridia, in provincia di Siracusa, è stato riconosciuto non solo dal SIAS ma anche dal servizio europeo cambiamento climatico. Le temperature degli ultimi giorni, invece, hanno segnato un altro record: il giorno più freddo degli ultimi 76 anni a Siracusa, con una temperatura minima di -0.6 gradi. A rilevare questo “risultato” è stato, invece, il servizio meteorologico dell’Aeronautica militare presso la stazione dell’idroscalo di Siracusa. Secondo il SIAS, invece, la temperatura raggiunta nella notte del 26 gennaio è di -4.3 gradi. La differenza di temperatura registrata è dovuta anche dalla posizione delle due stazioni di rilevamento: quella del SIAS nell’entroterra del comune, quella dell’aeronautica prossima al mare. Quello di Siracusa non è  un exploit: da due giorni le temperature in Sicilia sono molto rigide. A Scicli, Mazara del Vallo e Augusta, tre città sul mare, la temperatura è scesa al di sotto dello zero.

11 agosto 2021

26 gennaio 2022

In realtà non è raro, anzi è piuttosto consueto, che in inverno in Sicilia le temperature crollino ben al di sotto dello zero: sia per la presenza di numerosi paesi che si inerpicano lungo le pendici del vulcano più alto d’Europa, sia per le catene montuose di Nebrodi e Madonie, su cui rilievi il clima è spesso inclemente. Quello che è inconsueto è che queste temperature vengano segnalate in prossimità del livello del mare e che ci sia stato uno sbalzo termico talmente estremo nell’arco di cinque mesi: in cui in un’area di pochi chilometri quadrati c’è stata la temperatura più alta di sempre e quella più  bassa negli ultimi 76 anni. Cosa potrebbe voler dire questo? Che la Sicilia si allontana sempre di più dal clima temperato, e si avvicina sempre più a quello desertico, caratterizzato da escursioni termiche superiori ai sessanta gradi. Uno degli effetti del cambiamento climatico e della desertificazione. Infatti, secondo uno studio di Christian Mulder, professore dell’Università di Catania, la Sicilia è una delle regioni che sarà più coinvolte da questo fenomeno. Le torride estati o le dirompenti alluvioni, come quelle che hanno coinvolto l’Isola a fine ottobre 2021, sono alcuni dei sintomi del prominente cambiamento climatico che tra le sue estreme conseguenze, in regioni come quelle del sud Italia, ha proprio sia la desertificazione sia l’innalzamento del livello dei mari. Negli scorsi mesi la Regione Siciliana ha pubblicato una strategia di azione per la lotta alla desertificazione. Le aree soggette a questo fenomeno sono prevalentemente nella provincia siracusana e in quella nissena.

 

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