MESSINA. Scarsa pulizia e cura della città, presenza di attraversamenti stradali molto pericolosi e assenza di marciapiedi e percorsi pedonali dedicati, scarsità di proposte e carenza dell’offerta turistica del centro storico messinese, oltre a chiusure delle attività commerciali. Sono le prime tre criticità segnalate da chi sbarca a Messina dalle navi da crociera, e riportate dall’Autorità portuale in un’analisi mirata alle soluzioni per migliorare l’accoglienza  nella prossimi stagioni, in vista della ripartenza del crocerismo una volta che la pandemia si sarà “normalizzata”.

Un quadro sconfortante, per un settore che, negli anni migliori, ha portato in città mezzo milione di persone all’anno (nel 2011 e 2013, record assoluti), e che da oltre dieci anni non ne fa mai sbarcare meno di trecentomila, nella peggiore delle ipotesi.

A gettare ulteriore sale sulle ferite, sono altre testimonianze raccolte e riportate dall’Authority: non ci sono cartelli informativi, mancano indicazioni e segnaletica turistica (anche se recentemente il comune ha in qualche maniera provveduto) e spesso i turisti devono affidarsi ai consigli dei residenti, (cosa spesso inutile, dal momento che i messinesi in massima parte non parlano altre lingue che non siano l’italiano), chiedendo loro cosa visitare.

“Va sottolineato come l’uscita dallo “spazio sicuro nave” e la prima impressione sul territorio siano determinanti”, sottolinea l’analisi. E cosa trovano i croceristi appena sbarcano? lo studio riporta una selezione di commenti estrapolati da portali di “cruise reviews” (cruisecritic.com, cruiseline.com, tripadvisor.com): e quelli negativi sono disarmanti. Dalla poca varietà di offerta nel porto e in città (“A meno che tu non abbia prenotato un’escursione non c’è molto da fare a Messina: bella per fare una passeggiata ma non si può passare tutto il giorno lì”, recita una recensione), alle attività commerciali incredibilmente chiuse nei weekend e a cavallo delle ore di pranzo, nei giorni in cui sono previsti sbarchi (“La prima visita era domenica, e tutto era chiuso; la seconda visita abbiamo provato a organizzarci per conto nostro: questa volta in un giorno feriale e tutto è stato chiuso di nuovo durante il loro “tempo della siesta”, lamenta un turista), per arrivare alle difficoltà con la lingua, coi mezzi pubblici e a veri e propri tentativi di truffa (“Abbiamo aspettato e a lungo per salire sull’autobus. Inoltre, l’autobus non era in orario”, e “I tassisti non parlano inglese e si approfittano di te”).

 

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Giovanni
Giovanni
28 Settembre 2021 15:21

Verissimo. Monito per tutti gli attori pubblici e privati e per i cittadini. Ripartire da pulizia costante e profonda, controlli costanti e quotidiani su traffico, rifacimento marciapiedi. Messina città di mare senza lungo mare che tale si possa definire, priva di attrazioni a ciò dedicate e di un parco acquatico, anche in ottica lavoro, come presente in città come Genova o Valencia, nonché metrò.

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