MESSINA. La spiaggia per nudisti a Capo Rasocolmo? Sembrava cosa fatta, e invece un cittadino avanza pretese, sostenendo che possa ricadere sulla sua proprietà privata. Qualche giorno fa il commissario straordinario del Comune di Messina Leonardo Santoro aveva emanato un’ordinanza per istituire la zona dopo le montagne di sabbia a San Saba per praticare il nudismo (qui il link). Venerdì sera, però, è arrivata una diffida da un cittadino perché parte dell’area individuata dal comune sembrerebbe essere di sua proprietà privata. Francesco Giostra Reitano, infatti, ha scritto al commissario Santoro una lettera spiegando proprio come quell’are appartenga alla sua famiglia. Oggi lui, scrive, è affittuario unico. Su quel terreno, inoltre, ha avviato un’attività vitivinicola aprendo l’azienda “Tenuta Rasocolmo”. Un colpo di scena che potrebbe zittire quanti nei giorni scorsi avevano esultato per il traguardo raggiunto dopo anni di battaglie.

«Non c’è alcun esproprio. Né un piano regolatore e né un piano spiagge. Da parte nostra c’è una disponibilità a trovare un accordo, anche perché io lavoro nel settore turistico e mi fa piacere che ci sia un po’ di movimento – dichiara l’imprenditore – Non c’è una posizione contraria da parte nostra. Però non siamo stati nemmeno interpellati. Né noi né le associazioni interessate. C’è stato solo un via libera e basta. È curiosa questa cosa. Anche perché dobbiamo ricordare che Capo Rasocolmo è un geosito con specie autoctone che vivono solo qua. Il modus operandi di questa vicenda ci appare strano».

D’altro canto, secondo il consigliere comunale Alessandro Russo le cose non stanno esattamente così: «Il cittadino sostiene che l’area è di sua proprietà sulla base di una perimetrazione di Capo Rasocolmo che è fatta ai tempi della prima versione del Pudm (2006). Da un esame delle carte potrebbe anche risultare che i confini da lui indicati sono giusti, ma la legge nazionale sull’inquadramento del demanio è chiara: i 150 metri di costa dalla linea del mare sono di competenza demaniale, anche se arretra la linea di costa. Quindi per quello spazio cade ogni vincolo di proprietà. Infatti, se si guardano le carte, secondo queste il signor Reitano dovrebbe essere proprietario anche di circa 10 o 15 metri di mare. Nel nuovo piano del Pudm è stato previsto di istituire l’area per nudisti in quei 150 metri di battigia che per legge, per codice di navigazione, non possono essere di proprietà di Reitano».

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