Gli spari contro un uomo affacciato alla finestra della sua abitazione di via Rosso da Messina. Sono stati al centro del processo che si è concluso con la condanna a 12 anni e 6 mesi nei confronti di Domenico Milanese accusato di tentato omicidio e porto abusivo d’arma. Avrebbe esploso colpi di pistola contro un cinquantaquattrenne che era davanti alla finestra di casa per vendicarsi di un litigio avuto qualche ora prima. I proiettili andarono a vuoto e non colpirono il cinquantaquattrenne che rimase illeso. La sentenza è della Prima sezione penale del tribunale. Il pubblico ministero aveva chiesto la condanna a 16 anni. Il tribunale è arrivato ad una condanne leggermente inferiore. Milanese è stato difeso dall’avvocato Daniela Chillè. 

L’episodio è del 23 febbraio 2016 e fu ricostruito dai carabinieri che in breve tempo risalirono a Milanese. Teatro dell’aggressione e colpi di proiettile, la via Rosso da Messina, un uomo era affacciato ad una finestra di casa, all’improvviso due persone a volto scoperto arrivarono davanti alla sua abitazione a bordo di uno scooter e, mentre il guidatore faceva manovra, il passeggero scendeva dirigendosi di corsa verso l’abitazione. A questo punto l’aggressore estraeva una pistola chiamando per nome la vittima e facendo fuoco in sua direzione. Per un semplice caso o forse semplicemente per una mira scadente, i proiettili andarono a vuoto, uno si è conficcato nel bordo superiore della finestra, a pochi centimetri dalla testa dell’uomo rimasto illeso, mentre l’altro andò a finire sul muro della casa. Grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona i carabinieri rintracciarono dopo qualche ora Domenico Milanese, una loro vecchia conoscenza considerato il responsabile del fallito agguato. Lo trovarono la stessa notte a casa di parenti. Per evitare di essere trovato si era nascosto sotto il letto.

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