MESSINA. È un fenomeno che sta avanzando di pari passo con il progredire delle tecnologie e dello sviluppo delle comunicazioni multimediali, che coinvolge sempre di più il mondo adolescenziale o addirittura anche preadolescenziale: il cyberbullismo, ovvero tutti gli atti persecutori, molesti e oppressivi che si perpetuano per via telematica.

Per sensibilizzare e informare i giovani studenti sull’argomento, l’Istituto Comprensivo Boer-Verona Trento ha organizzato per le giornate del 4 e 5 dicembre una serie di incontri rivolti agli alunni delle classi terze di scuola secondaria di primo grado. All’evento di ieri, in scena presso il plesso Verona Trento (stamattina si svolgerà al Boer di Via Palermo) hanno preso parte la dottoressa Maria Assunta Zappia, psicologa e psicoterapeuta; il presidente dell’Aiga (Associazione Italiana Giovani Avvocati) sezione di Messina, l’avvocato Giuseppe Irrera; l’ispettore Mario Crisafulli della Polizia di Stato. Presente anche la dottoressa Ada Arena, in rappresentanza dell’Asp di Messina.

 

 

Ognuno di loro ha descritto i vari aspetti del fenomeno da più punti di vista diversi, coinvolgendo gli studenti, i quali sono intervenuti con domande pertinenti e hanno cercato di comprendere questo problema sociale così attuale insieme agli esperti.

Maria Assunta Zappia ha mostrato ai ragazzi il lato psicologico sotteso al fenomeno del bullismo, indicando quali sono le caratteristiche fondanti che fanno di un ragazzo un potenziale bullo. Ha poi analizzato e distinto tra diverse tipologie di bulli, con cui spesso i ragazzi si trovano ad avere a che fare nel corso delle loro giornate all’interno e all’esterno delle istituzioni scolastiche.

Giuseppe Irrera ha delineato invece gli aspetti strettamente giuridici e le conseguenze legali che stanno dietro agli atti di cyberbullismo, specificando che, sebbene non esistano i reati specifici di bullismo e cyberbullismo a livello giuridico, tuttavia esiste una casistica molto variegata di atti persecutori, di stalking, diffamazione, molestie, manipolazione, oppressione, che si verifica attraverso l’utilizzo della rete internet. Reati che rientrano nella grande e generica categoria di cyberbullismo.

 

(Intervista video a Giuseppe Irrera e Caterina Veneziani, consigliere nazionale dell’Aiga)

 

 

A questo proposito, la legge n. 71 del 29 maggio 2017 ha cercato di porre un freno alle violenze verbali del web (che possono degenerare, fino a diventare anche fisiche), ponendo l’accento sul tentativo di sensibilizzare e prevenire atti di questo genere. Attraverso la prevenzione, la sensibilizzazione delle giovani generazioni e la diffusione di informazioni sui corretti comportamenti da tenere quando si naviga in rete (e in casi estremi anche attraverso l’ammonimento), gli esperti confidano di poter arginare il problema.

In questo senso, eventi come quello organizzato dall’I.C. Boer-Verona Trento, grazie al contributo e all’impegno della referente al progetto, la professoressa Francesca Veneziani, possono servire e giovare nella formazione, nella crescita interiore e nella maturità di giovani che stanno per affacciarsi al mondo degli adulti.

L’incontro si è concluso poi con l’intervento dell’ispettore Mario Crisafulli, il quale ha esposto i rischi che si corrono in rete: dal furto di identità, alla pedopornografia, dall’istigazione alla violenza fisica e al suicidio, all’estorsione, e ha messo in luce tutte le falle e i pericoli che la grande, immensa rete di connessione globale che collega il mondo intero può nascondere dentro di sé.

Ormai imprescindibile strumento di conoscenza, comunicazione e informazione, internet può rivelarsi però anche una trappola, soprattutto se si tratta di giovani inesperti e non ancora maturi: è compito degli adulti sorvegliare e aiutare i giovani a comprendere come utilizzare al meglio una tale risorsa senza incorrere in nessun tipo di pericolo o minaccia. Lo stesso incontro tenutosi ieri presso il plesso Verona Trento, si svolgerà anche questa mattina nel plesso Boer sito in Via Palermo.

(di Alessandra Timmoneri)

 

 

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