MESSINA. Sei ambiti di rigenerazione per “raccontare una vera strategia urbana per Messina”: è il programma “Rigenerazione Messina”, approvato in giunta due giorni fa, che mira al “risanamento e la riqualificazione delle aree degradate della Città, con l’ambizioso scopo di “costruire una rete di nuovi spazi pubblici connessi tra loro, capace di ridisegnare progressivamente la città di Messina e di migliorarne la qualità della vita, l’attrattività e la competitività a livello nazionale e Mediterraneo”. Come si intende farlo?
“Con il contestuale superamento delle condizioni di disagio abitativo e sociale”, spiega il documento, perchè nelle linee programmatiche del progetto, il processo di risanamento “non può esaurirsi nelle sole operazioni di sgombero, demolizione, bonifica e liberazione delle aree, ma deve essere accompagnato da una programmazione organica della loro successiva valorizzazione e rifunzionalizzazione”, ma la rigenerazione urbana deve essere intesa come un processo integrato, non limitato alla trasformazione fisica dei luoghi, ma diretto anche al miglioramento delle condizioni sociali, ambientali, abitative ed economiche dei territori interessati”.
Un documento di sei pagine (non dissimile da molti dei megaprogetti degli ultimi vent’anni, via via ridimensionati, naufragati o scomparsi nel nulla) che traccia la strategia di recupero urbano di sei macrozone della città: San Filippo, Gazzi, Centro, Giostra, Annunziata, Costa. Secondo il documento, “per ciascuna area recuperata o interessata dal processo di risanamento, è possibile realizzare un percorso articolato nelle seguenti principali fasi: – demolizione, bonifica e definitiva liberazione del sito; – ricognizione delle caratteristiche urbanistiche, ambientali, infrastrutturali, patrimoniali e sociali dell’area; – elaborazione di un Documento di indirizzo alla progettazione o di altro documento tecnico-programmatico previsto dalla normativa vigente; – attivazione di processi partecipativi con le Circoscrizioni, i residenti, le istituzioni, le associazioni e gli ulteriori portatori di interesse presenti nel territorio; – individuazione delle funzioni e degli interventi maggiormente rispondenti alle caratteristiche delle aree e alle esigenze delle comunità locali; – eventuale ricorso a concorsi di idee o di progettazione, nel rispetto della normativa vigente in materia di contratti pubblici; – predisposizione dei livelli progettuali necessari per la candidatura degli interventi ai programmi di finanziamento e per la loro successiva realizzazione”.
Secondo quanto stabilito nell’atto di indirizzo, l’ambito di San Filippo è caratterizzato dalla presenza dello svincolo autostradale, del Porto di Tremestieri, dello Stadio “Franco Scoglio”, delle aree produttive e delle principali infrastrutture viarie e può essere valorizzato, in chiave programmatica, quale polo dello sport, della logistica e dello sviluppo produttivo; – l’ambito di Gazzi, caratterizzato dalla presenza del Policlinico universitario, delle strutture scolastiche, dello Stadio “Giovanni Celeste”, di Fondo Fucile e delle connessioni con Camaro e Bisconte, può essere orientato, in chiave programmatica, allo sviluppo delle funzioni sanitarie, universitarie, sportive, residenziali e di innovazione; – l’ambito del Centro può essere interessato da valutazioni finalizzate a ricucire le aree marginali con il tessuto urbano centrale, valorizzando gli spazi pubblici, il verde, la mobilità sostenibile e il patrimonio storico, culturale e architettonico; – l’ambito di Giostra, interessato da una significativa concentrazione di interventi di risanamento e dalla presenza del nuovo svincolo autostradale, può essere oggetto di valutazioni di rifunzionalizzazione, ricucitura urbana e realizzazione di nuovi spazi verdi e sportivi; – l’ambito dell’Annunziata, caratterizzato dalla presenza del polo universitario, di strutture scolastiche, del Museo regionale e dalla prossimità alla riviera nord, può essere valorizzato attraverso valutazioni capaci di integrare università, cultura, paesaggio e servizi alla popolazione studentesca; – l’ambito della Costa, comprendente il litorale nord e sud, il waterfront centrale e la Zona Falcata, rappresenta uno degli elementi identitari della Città e può essere oggetto di valutazioni dirette a favorire la continuità del fronte a mare, la valorizzazione delle spiagge e delle aree naturalistiche, il recupero delle aree dismesse e la realizzazione di parchi costieri e percorsi ciclopedonali; – nell’ambito della predetta visione strategica, le aree liberate potranno essere valutate, a titolo meramente esemplificativo, per la realizzazione di parchi urbani, piazze e spazi di quartiere, aree ludiche, attrezzature sportive, spazi culturali, orti urbani, percorsi ciclopedonali, servizi pubblici e collettivi, interventi di edilizia sociale e ulteriori opere coerenti con le caratteristiche e i bisogni dei territori”.
Chi attuerà la trasformazione? Il documento identifica Arismè quale soggetto operativo comunale chiamato a concorrere alla predisposizione della predetta proposta programmatica, in raccordo con la Struttura commissariale e con i dipartimenti comunali competenti.




