MESSINA. Il messinese Massimo Romagnoli, Presidente della V Commissione Sistema Italia e Made in Italy del Consiglio Generale degli Italiani all’Estero (CGIE), esprime piena soddisfazione per l’approvazione della riforma del Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale, varata ieri dal Consiglio dei Ministri su proposta del Vicepremier e titolare della Farnesina, Antonio Tajani.
«Accogliamo con entusiasmo questa riforma – ha dichiarato Romagnoli – perché rappresenta un passo decisivo verso una Farnesina più moderna, capace di sostenere le imprese italiane nei mercati globali e di rispondere meglio alle esigenze degli italiani all’estero».
Il provvedimento, presentato come “a costo zero”, ridisegna l’assetto organizzativo del Ministero con la creazione di due Segretari Generali Aggiunti (uno dedicato all’area politica e l’altro a quella economica) e l’istituzione di nuove direzioni generali, tra cui quelle per la crescita e l’export e per la sicurezza cibernetica e l’intelligenza artificiale.
Romagnoli sottolinea in particolare l’importanza della spinta all’internazionalizzazione: «Puntare su export e crescita delle imprese è fondamentale. Oggi il commercio internazionale vale oltre il 30% del nostro PIL e il Governo si è dato un obiettivo ambizioso: raggiungere i 700 miliardi di euro di export entro il 2027. È la conferma che l’Italia vuole giocare un ruolo da protagonista nello scenario globale».
Accanto all’aspetto economico, il Presidente della V Commissione evidenzia i benefici attesi per le comunità italiane nel mondo: «Il rafforzamento dei servizi consolari, la semplificazione delle pratiche e l’aumento del personale nelle sedi diplomatiche sono segnali concreti. I nostri connazionali meritano tempi più rapidi, meno burocrazia e una presenza più forte dello Stato accanto a loro».
Romagnoli infine ringrazia il Ministro Tajani e l’intero Esecutivo «per aver dimostrato sensibilità e visione», sottolineando come la riforma «metta finalmente sullo stesso piano due priorità strategiche: l’internazionalizzazione del sistema Italia e la tutela degli italiani all’estero. È un segnale politico e istituzionale che come CGIE accogliamo con entusiasmo e spirito di collaborazione».