MESSINA. “I sondaggi sono quello che sono, c’è un clima un po’ così… in realtà ad essere decisivi sono gli ultimi 15 giorni. Nel 2013 eravamo nettamente in testa con la segreteria Bersani, alla fine è andata così così, l’anno dopo ci davano alla pari con Grillo e abbiamo vinto, così come abbiamo perso nei referendum quando nei sondaggi eravamo favoriti. Recupereremo, con l’apporto di tutti”.

Matteo Renzi su muove sul palco del teatro Vittorio Emanuele come se fosse il pianerottolo di casa sua. Se c’è una cosa che non si può imputare al leader del Pd è l’essere timido e poco sicuro di sé. Un teatro in cui metà dei presenti è rimasto in piedi non fa nulla per dargli torto.

Poche ore dopo Alessandro Di Battista, che questa mattina ha fatto il (semi)pienone a Piazza Cairoli, alle 16 è il turno dell’ex premier Matteo Renzi, terzo big del partito democratico a fare tappa in provincia dopo la visita di Maria Elena Boschi a Roccalumera e quella di Paolo Gentiloni al teatro Vittorio Emanuele. Stessa location scelta dal leader dei Dem, accolto da tutti gli esponenti locali del partito, fra renziani della prima e dell’ultimissima ora.

Nessun accenno ai candidati messinesi, solo un breve cenno all’ex rettore Pietro Navarra, del quale ha ricordato la presenza alla sottoscrizione del Patto per Messina, e l’augurio proprio alla fine dell’intervento.

“Noi parliamo e partiamo dai risultati (e ne elenca una lunga serie, ndr), i nostri avversari inventano storie assurde, accreditandosi risultati conseguiti da noi a accusandoci di cose firmate da loro”. Il riferimento è a Silvio Berlusconi e al trattato di Dublino. È proprio Berlusconi ad essere oggetto degli sfottò del fiorentino, “ma adesso arrivo anche ai grillini”, assicura.

E arrivano. “Il tono dello scontro per responsabilità del Movimento 5 stelle è arrivato ad alzo uomo. Si vede che sono in difficoltà con rimborsopoli. Il Pd ha rinunciato a 60 milioni, rinunciando al finanziamento pubblico, altro che 24 milioni di rimborsi. Noi vogliamo parlare di proposte concrete, e su questa scommessa ci giochiamo il primo posto. Lo dico agli elettori moderati della Sicilia, che sono sempre stati la maggioranza – esorta – oggi il centrodestra non è a guida Berlusconi, è a guida Lega e Salvini. Davvero credete che le politiche di sviluppo possono essere credibili da un signore che vi insultava con slogan sulla maglietta? La destra oggi è a trazione leghista”.

Duro l’intervento sulla questione migranti: “Bloccare le partenze in Africa e quindi incrementare la cooperazione internazionale: fondi che sono stati aumentati dopo il G7 organizzato qui da voi, a Taormina. Però è una questione che deve interessare tutta l’Europa. Altrimenti si smetta di dare soldi ai paesi che invece di accogliere tirano su muri”, ha spiegato Renzi.

Poi è toccato ai trasporti ed alle infrastrutture. “Io vivo in una città in cui ogni 15 minuti c’è un treno ad alta velocità. I vostri rappresentanti dovranno essere in prima fila non per una rivendicazione territoriale ma per una rivendicazione di giustizia, perché viviamo in due Italia diverse dal punto di vista infrastrutturale. I frutti dei dieci miliardi che abbiamo messo in campo forse si vedranno tra cinque anni, ma a noi va bene così”. Contrariamente a tutti gli altri, il ponte sullo Stretto non è stato nemmeno menzionato.

Sarcastico sui provvedimenti economici degli avversari: “Come possibilità di realizzazione, la flat tax è reale quanto babbo natale, ed il reddito di cittadinanza lo è quanto la befana: è un incentivo alla disoccupazione, è diseducativo. Se vince il Pd – afferma con convinzione – abbiamo proposte e autorevolezza per governare. Se vince qualcun altro può succedere di tutto. Io penso che ci vogliano più soldi per la sanità pubblica. Nei prossimi cinque anni ci saranno 400mila posti di lavoro dallo sblocco dei concorsi pubblici e diecimila assunzioni di carabinieri e polizia”.

Chiusura su un discorso di Barack Obama. “Come ultima cena di stato in Usa, Obama scelse l’Italia, per noi è un onore ed una responsabilità essere all’altezza delle sfide di cui ha parlato”, ha concluso.

 

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emmeaics
emmeaics
22 Febbraio 2018 8:10

renzi, un fallito di successo !