MESSINA. Le proteste dei consiglieri comunali per non discutere la relazione annuale del sindaco Cateno De Luca evidenziano «il difficile rapporto tra Sindaco e Consiglieri», ma né l’abbandono dell’aula di buona parte dei consiglieri e né il documento sottoscritto dai consiglieri nell’ambito della seduta del 13 ottobre scorso,
allegato dal Presidente del Consiglio comunale alla memoria depositata nell’ambito della fase
ispettiva, esprimono «valutazioni sull’operato del Sindaco». È quanto dice l’Assessorato regionale alle Autonomie Locali, che però non potendo usare sanzioni o interventi sostituivi si limita ad invitare per l’ennesima volta il Presidente del Consiglio comunale, Claudio Cardile, a convocare il Civico consesso per trattare in una seduta il documento redatto da Cateno De Luca, dopo che sia il 13 che il 14 ottobre scorsi i consiglieri comunali si sono assentati o hanno abbandonato l’Aula in segno di protesta.

Al documento fa eco proprio il primo cittadino, che commenta la nota dell’Assessorato regionale affermando che «I consiglieri comunali che in due diverse occasioni si sono rifiutati di discutere la relazione annuale del Sindaco non conoscono la legge o, peggio ancora, hanno preferito violarla. L’ulteriore conferma proviene da un organo imparziale, ovvero il commissario ad acta – nominato dalla Regione e pagato dal Comune – il quale ha stabilito che il Consiglio deve ora ‘dare corso ad una nuova sessione con tale argomento all’ordine del giorno’».

«In altre parole, non c’è scampo per chi non intende fare il proprio dovere nelle sedi preposte e magari preferisce fare il leone da tastiera o rilasciare dichiarazioni a mezzo stampa, sottraendosi al confronto con il Sindaco e l’Amministrazione Comunale. Non c’è salvezza per chi fugge davanti ad argomentazioni e fatti compiuti che non riuscirebbe a smentire in un pubblico dibattito», continua De Luca, anche se dalla nota dell’Assessorato si evince che non sono previste sanzioni a carico dell’organo istituzionale in caso di questo tipo di inadempimenti.

«Quel che è peggio, però, e che non c’è rimedio verso questi comportamenti pavidi, omissivi ed al limite della legalità, perché ancora oggi questi consiglieri, facendosi scudo di un Presidente del Consiglio inadeguato, persistono nel non affrontare un dibattito d’aula anche su un argomento di vitale importanza come la rimodulazione del piano di riequilibrio finanziario pluriennale – aggiunge – Chissà se dopo il 14 febbraio, sicuri che il gatto non c’è, i ‘topolini’ torneranno in aula a ballare o magari solo a far sentire la loro voce e le loro critiche in assenza di contraddittorio».

«Ed allora, a chi si chiede ancora il perché delle dimissioni e delle elezioni anticipate di un anno credo che questo possa bastare per comprendere come, al di là di ogni altro disegno politico, la convivenza con questo Consiglio Comunale, con pochissime eccezioni, non poteva in ogni caso andare oltre», conclude il Sindaco De Luca.

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