MESSINA. Discesa in campo per Ferdinando Croce, ex consigliere del V quartiere e animatore e presidente di Vento dello Stretto: l’avvocato amministrativista correrà a sostegno di Nello Musumeci nella lista Diventerà Bellissima.

“Dopo attenta riflessione, accolgo l’invito ricevuto dalla mia comunità politica e da tanti amici di spendermi in prima persona nell’ambito delle prossime elezioni per il rinnovo del Parlamento Regionale Siciliano, in rappresentanza di Messina e di tutti e 108 i comuni della Provincia. Saremo a fianco di Nello Musumeci nella lista “Diventerà Bellissima”, espressione di quel Movimento che mi onoro di avere contribuito a fondare sin dall’ottobre 2014 ad Enna Bassa”, scrive Croce nel comunicato che annuncia la sua candidatura.

“Grande orgoglio provo inoltre nel poter contribuire essendo al fianco del prossimo Governatore della Regione, figura di riferimento per sempre più siciliani, di cui condivido la profonda attenzione per etica pubblica e, soprattuto, coerenza politica. Da anni – continua – servo la comunità di cui faccio parte attraverso la professione forense, quella universitaria e mediante le attività sociali portate avanti a Messina ed in Provincia dall’Associazione Vento dello Stretto. Con e attraverso le tante persone lì attive e presenti, ho potuto accrescere un bagaglio fatto di esperienza, operosità ed attenzione quotidiana alle legalità inteso come valore intrinseco dei doveri civici di ognuno”.

“Ritengo che il Governo Crocetta, insieme ai tanti che già oggi -anche a Messina e Provincia- si cambiano d’abito con la stessa facilità con la quale dimenticano “solenni promesse”, abbia peggiorato lo stato della nostra terra causando gravi danni. Fra tutti cito solo quello inerente la riforma della sanità locale riguardo la quale ho personalmente curato un ricorso avverso il Presidente della Regione: uno scellerato piano che grida vendetta in tutte le comunità degli otto nosocomi provinciali”

“Senza scuse” è lo slogan che abbiamo scelto per sinterizzare il nostro pensiero – conclude –  un atto d’accusa politico verso i mal governanti, ma è anche un monito verso me stesso e le sempre più numerose persone che, bontà loro, credono in me: è arrivato il momento di appropriarci del nostro presente”

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