MESSINA. Quasi nove messinesi su cento usufruiscono, direttamente o indirettamente, del reddito di cittadinanza. Sono gli sbalorditivi numeri della misura di sostegno economico e di contrasto alla povertà, che in provincia di Messina “campa” quasi un cittadino su dieci, in un territorio in cui non ha un lavoro un giovane su cinque, ha smesso di cercarlo uno su tre, e nel capoluogo la maggior parte degli abitanti sopravvive con uno stipendio procapite massimo di 833 euro al mese.

Poco meno di ventisettemila domande accolte, l’1,8% a livello nazionale, di cui 2500 sono ormai decadute (anche questo un valore simile, l’1,6%), 884 in lavorazione, ma soprattutto 7670 respinte, l’1,4% delle domande nazionali. Sono i numeri del reddito di cittadinanza in provincia di Messina, un territorio che “drena” quasi il 2% delle risorse nazionali dedicate alla misura di sostegno reddituale e che si piazza undicesima a livello nazionale su 110 province per le richieste accolte (le prime cinque: Napoli, Roma, Palermo, Catania e Milano).

Una misura, quella del reddito di cittadinanza, che impatta direttamente (al precettore del sostegno al reddito) o indirettamente (come parte del nucleo familiare di chi riceve il sussidio), una enorme fascia della popolazione messinese: 54.453 persone, l’8,5% dei 640mila abitanti della provincia di Messina. Vuol dire che, su cento messinesi, praticamente nove vivono di reddito di cittadinanza. Questo piazza il territorio messinese all’undicesimo posto in classifica nazionale per numero di nuclei coinvolti dal reddito di cittadinanza (prime cinque: Napoli, Roma, Palermo, Catania e Caserta).

L’importo dell’assegno erogato ammonta a 575 euro mensili. In questa classifica Messina è decima (prime cinque: Palermo, Napoli, Caserta, Catania e Agrigento)

A questi vanno sommati i beneficiari della pensione di cittadinanza (gli over 67), un numero molto molto minore: 2139, in maggioranza singoli, dato che il numero totale di chi usufruisce della pensione è appena superiore (2412), con 263 euro di assegno.

Messina è anche quattordicesima per le richieste respinte e cancellate (prime sei: Napoli, Roma, Milano, Torino, Palermo e Catania), e tredicesima per le decadute, lista capeggiata di nuovo da Napoli, Roma, Milano, Palermo, Torino e Catania.

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