MESSINA. Tre anni di reclusione a Cateno De Luca, attuale sindaco di Messina e allora “amministratore di fatto” del CAF Fenapi. È la richiesta che il Pubblico Ministero, Giuseppe Massara, ha fatto al giudice monocratico Simona Monforte questa mattina, durante il processo che vede sul banco degli imputati il primo cittadino per la gestione del patronato da lui creato nel 1992.Invariato:

Entro oggi si dovrebbe avere la sentenza definitiva del giudice monocratico per l’utilizzo di fatture false ed evasione fiscale dal 2009 al 2012, ovvero i capi di accusa presentati dal pm.

Insieme al sindaco, anche per l’ex presidente della Fenapi, Carmelo Satta, è stata richiesta la condanna a tre anni; mentre per il commercialista Giuseppe Ciatto il pm ha chiesto due anni.Aggiunto:

Invariato: Per tutti gli altri imputati, invece, è stata richiesta l’assoluzione. Eliminato: Il primo a parlare questa mattina è stato proprio il pm Massara, quando dopo aver ricostruito le vicende del processo, ritenendo Cateno De Luca il “dominus” della società, ha chiesto la condanna nei confronti di De Luca, Satta e Ciatto.

Aggiunto: .InvariatProcesso che però andrà ancora per le lunghe: iniziato intorno alle 11:40 il primo intervento si è concluso dopo mezz’ora, alla presenza di alcuni avvocati della difesa e della parte civile. Assente, però, il sindaco Cateno De Luca, arrivato intorno alle 13:30.Invariato: Invariat Adesso si proseguirà con le arringhe della difesa, anche se entrambe le parti hanno depositato delle memorie scritte ad integrazione dei loro interventi.Invariato:

L’accusa affonda nei rapporti fra la Fenapi e i Cas decentrati, con la lente d’ingrandimento del capitano Salvatore Lo Gatto, investigatore della Guardia di finanza, sulla legittimità di una parte di pagamenti che riguardano i conti del personale dei centri di assistenza fiscali, i canali di pagamento, le voci conteggiate nelle pezze d’appoggio, i movimenti dalla struttura centrale alle sedi periferiche e le relative attività dei patronati, oltre che le fatture per le forniture con una galassia di società che secondo la Procura erano comunque riconducibili a De Luca.
Invariato:

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