MESSINA. «Il sindaco De Luca cerca disperatamente di distrarre la città dal fallimento della sua amministrazione nel trasporto pubblico, ma i pessimi risultati restano davanti agli occhi di tutti e i numeri dei suoi dossier finiscono per essere un boomerang». Non tarda ad arrivare la replica di Filt Cgil e Uiltrasporti alla conferenza stampa odierna del primo cittadino, che assieme al presidente Pippo Campagna ha puntato il dito contro le sigle che hanno indetto lo sciopero per l’8 marzo. Dura la risposta dei sindacati, che denunciano “l’inadeguatezza del management di Atm” e chiedono al sindaco di rimuovere l’intero Cda da lui nominato.

«Assistiamo all’ennesimo monologo delirante del sindaco, con le solite sceneggiate teatrali tra falsità e gossip, architettate solo per distogliere l’attenzione dal fallimento gestionale che in Atm regna da mesi», commentano Michele Barresi e Carmelo Garufi, segretari di Uiltrasporti e Filt Cgil.

«Un metodo – proseguono – ormai consueto e prevedibile per il sindaco De Luca  che cerca altrove i colpevoli, attacca i diritti sindacali e dei lavoratori invece di concentrare i suoi sforzi per cambiare radicalmente quel management che lui ha nominato e che viene pagato profumatamente con risorse pubbliche per guidare l’azienda, ma la cui inadeguatezza  è ad oggi l’unico dato oggettivo evidente a tutti i cittadini. Anche ieri la città ha subito nuovamente un servizio scadente ed inadeguato, con 12 linee soppresse, numerosi villaggi ormai isolati quotidianamente e persino interamente soppresse alcune corse del fallimentare  Shuttle, vero aborto di questa amministrazione che ne ha fatto però bandiera».

La nota continua poi con gli stessi toni: «Le minacce, le falsità sul sindacato e le intimidazioni ai lavoratori saranno come sempre oggetto di denuncia da parte di queste sigle. Il signor sindaco riesce a non vedere l’evidenza che i suoi stessi numeri creati ad arte confermano e a contestare, strumentalizzandole, le uniche vere selezioni interne,  come quella in Ztl o alla rimessa, mai fatte prima in Atm con criteri trasparenti che restano ad oggi nella sua gestione merce rara. I numeri del dossier di De Luca sono di fatto un boomerang. Questi giochetti non sono più sufficienti al signor sindaco per nascondere gli insuccessi che ormai da otto mesi caratterizzano il fallimento conclamato nel trasporto cittadino  che non ha altri colpevoli se non questa amministrazione e questo Cda».

«Un consiglio di amministrazione che dovrebbe solo avere il buon gusto di dimettersi – proseguono Filt e Uilt –  o dovrebbe essere rimosso dal signor sindaco per optare a un solo amministratore unico nel segno del risparmio dei soldi dei contribuenti e nel rispetto della legge Madia, visto che è prassi del primo cittadino fare il  “moralista”  da un lato mentre dall’altro continua a sprecare risorse pubbliche creando posti e poltrone di sottogoverno comodi per se e i suoi sodali. Dopo cinque anni in cui il trasporto cittadino aveva recuperato livelli di efficenza accettabili – denunciano i sindacati – in questi mesi si è fatto un clamoroso passo indietro e questo il sindacato continuerà a denunciarlo senza farsi intimidire da un’amministrazione che continua a cercare colpevoli altrove, ma di fatto si sottrae alle proprie  responsabilità tanto che ad oggi ha evitato accuratamente di far certificare da terzi i conti e i bilanci di un’Atm posta in liquidazione al solo fine di creare nuove poltrone e nuovi centri di potere clientelare»

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