MESSINA. C’è la firma di entrambe le parti nella convenzione stipulata fra Comune di Messina e Autorità di Sistema Portuale dello Stretto per la nuova piastra logistica intermodale che dovrebbe sorgere a San Filippo: i due enti, infatti, hanno sottoscritto un protocollo d’intesa per realizzare l’infrastruttura che dovrà “migliorare il servizio di traghettamento sullo Stretto di Messina” e per la quale il solo progetto di fattibilità tecnico economica costerà due milioni e mezzo di euro.

Il progetto chiamato “Stretto Link Messina” prevede “la realizzazione di una piastra logistica e di spazi per il preimbarco che, per la conformazione orografica del territorio, non potranno essere realizzati nelle adiacenze del nuovo Porto di Tremestieri, in corso di realizzazione, ma dovranno essere delocalizzate in aree limitrofe e ben collegate sia al porto medesimo che alla viabilità primaria”, si legge sul documento, dal quale si evince la finalità dell’infrastruttura: “Oltre alla necessità di disporre di piazzali di stoccaggio dei mezzi in attesa dell’imbarco si è ritenuta strategica per lo sviluppo del territorio la realizzazione di un’area retroportuale con funzioni logistiche”.

“Il nuovo porto di Tremestieri – continua, quindi, il documento – avrà piazzali ed aree di imbarco/sbarco che nei picchi di traffico potrebbero essere non sufficientemente capienti allorquando sarà disposto il trasferimento nel nuovo porto dell’intero traffico ro-ro. In questo contesto si inserisce la previsione di una moderna piastra logistica intermodale nella zona denominata ‘San Filippo’, della superficie fondiaria di circa 100.000 mq, che funga da autoparco e da buffer disponibile per il traffico diretto al nuovo porto di Tremestieri. In tale area dovranno essere realizzati i magazzini e le strutture necessarie per lo stoccaggio di eventuali trasporti refrigerati e non. La piastra logistico-distributiva in questione potrà avere altresì il compito di filtrare all’origine gran parte del traffico commerciale altrimenti diretto verso altri siti e, nei casi più estremi, verso il centro urbano attraverso una viabilità diretta tra il porto di Tremestieri ed i principali raccordi
autostradali. Infine, la piastra potrà essere di supporto al tessuto produttivo locale garantendo le funzioni proprie di un district park e le funzioni doganali”.

Cosa prevede l’accordo? Innanzitutto stabilisce quelle che sono le aree che verranno interessate dalla piastra e, contestualmente, le aree che dovranno venire espropriate. Successivamente, divide quelli che saranno gli impegni dell’Adsp e del Comune di Messina: “L’Autorità effettuerà la raccolta della documentazione progettuale d’archivio disponibile e di quella in corso di programmazione e che, avuto riguardo alla tematica, concorrono alla definizione del quadro ricognitivo della situazione di fatto”, mentre “Il Comune effettuerà la raccolta della documentazione progettuale d’archivio disponibile e di ogni informazione utile che possa condurre alla migliore definizione della base dello studio, inclusa la documentazione progettuale relativa al collegamento stradale della piastra con la realizzanda ‘Via Marina'”. Inoltre, “Le procedure per l’approvazione del progetto in variante allo strumento urbanistico e per l’acquisizione delle aree private saranno svolte dal Comune di Messina”.

Per quanto riguarda gli oneri, “le spese connesse all’affidamento dell’incarico al Professionista/Studio tecnico per l’elaborazione del PFTE, saranno assunte dall’AdSP, a valere sulle Risorse del triennio 2021- 2023 e residui biennio 2019-2020 del Ministero delle Infrastrutture”.

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