MESSINA. In data 5 febbraio 2026, su delega della Procura della Repubblica di Messina, è stato eseguito il sequestro di un terreno e correlate costruzioni abusive sito in contrada Chiusa Pontegallo del territorio urbano messinese; sono stati contestati i reati di costruzione abusiva in un’area sottoposta a vincolo paesaggistico.

Le indagini, coordinate dal gruppo investigativo della Procura della Repubblica di Messina specializzato nell’attività giudiziaria di accertamento dei reati in materia ambientale, sono state delegate al Reparto Ambientale della Polizia Municipale di Messina.

Le attività investigative, allo stato, hanno consentito di disvelare come, su un’area di circa 20.000 mq situata nella zona nord di Messina, fosse stato realizzato, nel tempo, un intervento invasivo con lo sradicamento di tutte le essenze vegetali presenti e il successivo apporto di materiale da demolizione proveniente da un impianto di recupero cittadino.

In particolare, i lavori abusivi sarebbero consistiti, dapprima nello sversamento sul sito di un’ingente quantità di materiale, per una superficie complessiva di circa 20.000 mg ed un volume di circa 60.000 mc., e quindi nell’interramento degli stessi, che hanno trasformato il fondo, eliminando totalmente la vegetazione ivi esistente. Altresi dai sopralluoghi espletati dalla Polizia Giudiziaria delegata emerge la realizzazione di una rampa di collegamento tra il sito e la SS 113, nonché un’opera di contenimento mediante la posa in opera di blocchi cementizi da 1,00 mc. a ridosso della stessa strada statale.

Quanto sopra, ai fini dell’esercizio del diritto di cronaca costituzionalmente garantito e nel rispetto dei diritti degli indagati che, in considerazione dell’attuale fase delle indagini preliminari, sono da presumersi innocenti fino alla sentenza irrevocabile che ne accerti le responsabilità e con la precisazione che il giudizio, che si svolgerà in contraddittorio con le parti e le difese davanti al giudice terzo e imparziale, potrà concludersi anche con la prova dell’assenza di ogni forma di responsabilità in capo all’indagato e la restituzione del bene oggi in sequestro”.

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