MESSINA. Era stretto in una morsa di metallo a forma di cappio all’interno del Parco Aldo Moro, il grande polmone verde del viale Regina Elena abbandonato da anni all’incuria. Adesso, il cinghiale di oltre 100 kg finito in una trappola è libero di scorrazzare all’interno del Demanio grazie all’intervento dei membri del Centro recupero fauna selvatica di Messina, giunti sul posto dopo una segnalazione dell’Unione dei inquilini, il collettivo che lo scorso 10 ottobre ha occupato simbolicamente l’area verde.
A raccontare la vicenda è Deborah Ricciardi, responsabile del Centro, che da mezzogiorno fino a sera ha lottato per salvare la vita dell’animale. “Quando siamo giunti sul posto – spiega Deborah – il cinghiale era fortunatamente ancora vivo, intrappolato in un cappio di ferro lasciato lì dai bracconieri. Intervenire non è stato affatto facile, anche perché il quadrupede, impaurito e dolorante, cercava di avventarsi contro di noi. Dopo aver chiamato la Facoltà di Veterinaria, siamo riusciti a sedarlo con degli anestetici, grazie all’intervento di un veterinario che ha agito sotto la supervisione di Fabio Grosso, il responsabile sanitario del centro recupero”. Una operazione lunga e complessa, che si è protratta fino a sera, resa possibile da un lavoro sinergico: sul posto, infatti, erano presenti agenti della Polizia, l’Asp, la Forestale, che ha messo a disposizione uomini e i mezzi per il trasporto, i Vigili e il personale dell’ambulanza veterinaria.
Dopo essere stato anestetizzato e curato, il cinghiale è stato liberato nelle aree del Demanio forestale. “Bisognerebbe capire chi lo portato all’interno del Parco – conclude la Ricciardi – dato che l’area è interamente recintata”.
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