“Così in cielo così in terra”, il mistero cosmico dell’Argimusco

 

Si trova a pochi chilometri da Montalbano Elicona, al confine fra i monti Nebrodi e i Peloritani ed è uno dei luoghi più suggestivi e misteriosi della Sicilia. Un sito sconfinato e antichissimo dove la storia si fonde con la leggenda e la scienza con il mito, alimentato da secoli di credenze e suggestioni, “presenze” inquietanti e origini enigmatiche. Si tratta dellʼArgimusco, un altopiano  disseminato di gigantesche rocce dalle forme antropomorfe e zoomorfe che da sempre destano la curiosità di antropologi, scienzati, astrologi e amanti dell’occulto. 

Definito come la “Stonehenge siciliana” e considerato da molti un “centro cosmico”, ovvero un luogo dove confluiscono grandi flussi di energia dal cielo e dalla terra, l’altipiano fu scoperto nella metà degli anni ’80 e dopo decenni di anonimato è divenuto celebre negli ultimi anni grazie a Franco Battiato, che ci ha girato un film, e alle ricerche degli studiosi locali Giuseppe Todaro e Gaetano Pantano. 

Le tesi sull’origine, la formazione e la funzione dei megaliti sono varie e contrastanti. Una delle più affascinanti e controverse è quella dellʼantropologo Paul Devins, autore del libro “Il mistero dellʼArgimusco”.

Secondo lo studioso, lʼintera area dellʼArgimusco sarebbe in realtà una rappresentazione della mappa celeste e delle stelle di una ben precisa data dell’antichità. Proprio come le tre principali piramidi di Giza raffigurerebbero le tre stelle della cintura di Orione,  anche le molteplici rocce presenti nel sito rupestre rappresenterebbero ciascuna una costellazione come appariva in cielo in una data molto antica, ovvero il 10.450 a. C. In una seconda intepretazione, Devins spiega invece che l’origine dell’area dell’Argimusco potrebbe in realtà essere molto più vicina, addirittura non anteriore all’età medievale. La creazione dell’altipiano, in quest’ottica,  sarebbe stata voluta da Federico II dʼAragona, che in quegli anni dimorava a Montalbano. Figura centrale del progetto sarebbe invece il suo medico e alchimista personale, Arnaldo da Villannova, uno dei possibili “scultori”.

 

 

 

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Paolo
Paolo
1 Novembre 2018 12:14

Storia, mito e leggenda si….ma plasmate da eventi sismici catastrofici purtroppo certi e ciclici di cui occorre prendere sempre piu coscienza. Comportarsi conseguentemente in tempo di pace è un impegno di tutti.