MESSINA. «Destano stupore le parole relative alla possibilità di salvaguardia di Palazzo Formento da parte del Comune che sono state pronunciate stamane in commissione cultura dall’assessore Caruso. Il prezioso manufatto del Settecento messinese, infatti, com’è noto è di proprietà privata poiché appartenente a diversi nuclei familiari. Questa circostanza non può però essere utilizzata come alibi dell’inazione da parte dell’Amministrazione, come appare dalle parole di Caruso, il quale ha sostenuto che, essendo privato, il Palazzo non può essere acquisito perché privo di un progetto di riqualificazione da rendere esecutivo ovvero, in ragione delle sue condizioni di staticità a rischio, in condizioni tali da poter essere acquisito in sicurezza da parte dell’Ente. Né si può pretendere che i privati proprietari possano porre mano a un intervento di restauro e messa in sicurezza eccessivamente oneroso per poi procedere alla cessione all’Ente». Così, in una nota, scrivono il consigliere comunale del Pd Alessandro Russo e quello di Fratelli d’Italia Dario Carbone.

«E’ del tutto evidente che Palazzo Formento è una struttura di pregio e importante per la salvaguardia della storia messinese, la logica della normalità amministrativa pertanto non può essere applicata: se c’è l’interesse per la sua salvaguardia, il Comune deve approntare ipotesi procedurali differenti da quelle che sarebbero usate ordinariamente, al fine di accelerare l’iter di acquisizione e per evitare che il continuo deterioramento della struttura a cui si sta assistendo giorno dopo giorno comprometta o faccia crollare l’intera struttura. I tempi sono stretti – aggiungono – Questa posizione dell’assessore ci appare rinunciataria poiché se è vero che il Palazzo, per sua stessa dichiarazione, è un patrimonio storico importantissimo per la nostra città, non ci si deve certamente limitare a rilevare difficoltà amministrative per non affrontare il tema dell’acquisizione al patrimonio comunale. Ci si aspetta, piuttosto, che l’amministrazione si attivi al più presto possibile per convocare in un tavolo tecnico i privati proprietari del Palazzo e per concertare con costoro possibili modalità di accordo per provare a rilevare la struttura e a renderla fruibile alla cittadinanza. Ancora, per comprendere se esistono metodi alternativi per l’acquisizione, coinvolgendo anche l’Assessorato regionale che negli scorsi mesi si era espresso favorevolmente a trovare ipotesi di acquisizione che andassero di pari passo con progetti di riqualificazione».

«In commissione abbiamo proposto di effettuare un sopralluogo a Palazzo Formento e contestualmente l’invito urgente della esperta del sindaco, architetto Mirella Vinci, per approfondire in tempi stretti l’intera vicenda relativa a Palazzo Formento. Riteniamo assurdo che dinanzi a un bene così importante e a rischio di crollo, l’amministrazione alzi le mani rimpallando ad altri la responsabilità ad agire per primi. Crediamo sia interesse superiore della città preservare questo bene e si devono pertanto studiare e mettere in atto tutte le possibili soluzioni per arrivare alla acquisizione, alla riqualificazione e alla rifunzionalizzazione quale museo delle tradizioni del mare di Palazzo Formento. L’atteggiamento attendista adottata sta portando lentamente al crollo di Palazzo Formento e a noi questo appare un fatto assurdo e intollerabile – concludono i due esponenti del Civico Consesso – Vogliamo infine rilevare come, pur da posizioni politiche distanti, affrontiamo questa delicata vicenda poiché dinanzi a un tema così delicato per la memoria, il patrimonio e la storia della nostra città intendiamo unire le forze e fare fronte comune senza remore».

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