Dopo gli strali di Crocetta, stavolta è l’Ordine dei giornalisti di Sicilia a bacchettare Pietro Navarra, prossimo alle dimissioni da rettore dell’università di Messina per la candidatura alle elezioni del 4 marzo: “In merito alle dichiarazioni rese dal rettore dell’università di Messina Pietro Navarra, in corsa alla Camera per il Pd, relativamente alla pubblicazione di notizie inerenti il passato della sua famiglia, l’Ordine dei giornalisti di Sicilia, pur condividendo la legittima pretesa del professor Navarra di tutelare il proprio buon nome e la propria onorabilità, non può che stigmatizzare e condannare il tono di alcune affermazioni.

Il rettore, in un comunicato inviato ai giornalisti, aveva annunciato querela per chiunque avesse citato la sua parentela con lo zio, Michele Navarra, boss di Corleone, assassinato nel 1958, ben prima della nascita del nipote Pietro.

Per questo l’Odg siciliano stigmatizza il suo comunicato: “In particolare, riteniamo grave il passaggio nel quale il rettore avvisa le testate giornalistiche che decidessero di pubblicare asserzioni altrui sulle sue vicende familiari, avvertendo che presenterà “querela contro chi rilascerà dichiarazioni di questo tipo e nei confronti delle testate che daranno spazio a simili considerazioni”. Dopo le querele temerarie eccoci davanti a un altro spettro, quelle delle querele preventive, ovvero la minaccia di azioni legali ancor prima che vengano riportati fatti.

“La libertà di stampa – continua il comunicato dell’Odg – esercitata nel rispetto delle regole e delle norme di legge, è inviolabile e non può essere limitata da esigenze personali. Come Ordine dei Giornalisti di Sicilia, garantiamo e continueremo a garantire la tutela della rispettabilità altrui e a vigilare sulla veridicità delle notizie pubblicate, ma ribadiamo ancora una volta che nessuno può pensare di rompere il patto tra il giornalista e i lettori, che hanno il diritto di conoscere a fondo fatti, cose e persone”.

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