MESSINA. Tre consiglieri si schierano contro 19 colleghi: Salvatore Serra, Serena Giannetto e Francesco Cipolla spiegano in una nota perché non hanno sottoscritto la mozione presentata ieri dal PD e firmata da oltre metà dell’Aula, per chiedere delle modifiche alla contestatissima ordinanza sindacale che impone (fra le altre cose) la chiusura di tutte le attività commerciali e professionali alle 19.

Ecco le loro motivazioni: 

«Diciannove consiglieri comunali hanno firmato un documento nato da un’iniziativa del gruppo consiliare Pd chiedendo la modifica dell’ultima ordinanza del sindaco di Messina. Tra queste firme manca quella del capogruppo del gruppo Misto, Salvatore Serra, e dei consiglieri comunali Ciccio Cipolla e Serena Giannetto. Un documento – affermano i tre consiglieri comunali – che non condividiamo per le soluzioni proposte come ad esempio la costituzione delle zone rosse a macchia di leopardo nella nostra città con il rischio di generare ancora più confusione per i cittadini; o l’orario posticipato solo dalle 19 alle 19.30 ci sembra un’offesa all’intelligenza per la comunità che rappresentiamo; nessuna parola sulla scuola; unici elementi condivisi l’asporto fino alle ore 22 e la costituzione di un tavolo tecnico con lo stesso sindaco. I consiglieri Serra, Cipolla e Giannetto vedono questa iniziativa solo come una proposta strumentale con fine politico per pulirsi la coscienza dopo quanto accaduto nelle sedute passate. Infatti un ragionamento a questo punto è obbligatorio: ma alcuni di questi nostri colleghi firmatari della mozione, quando si doveva votare la variazione di bilancio per sostenere i cittadini e le imprese dal punto di vista economico, cosa hanno fatto? La risposta sta nella votazione della variazione di bilancio, ossia il nulla! Anzi hanno fatto cadere il numero legale in prima battuta chiedendo del tempo, ma successivamente non si sono presentati alla votazione e qualcuno che era presente si è astenuto. Tutto questo per stare dalla parte dei cittadini???? Diciamo che non è stato un apporto fondamentale per dare delle risposte celeri ai danni provocati da questa pandemia. Capiamo – concludono – che qualcuno si dovrà rifare una verginità nei confronti dei propri elettori (e non solo) ma i fatti con quella votazione sono inopinabili e invece tutto il resto è solo chiacchiera! Naturalmente come nostro costume nel luogo preposto, ovvero in consiglio comunale e non su Facebook, faremo le nostre proposte in merito a quanto stabilito dall’amministrazione».

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