MESSINA. Rinvio a giudizio per 17, altri 14 saranno giudicati con l’abbreviato e una richiesta di patteggiamento. Questo il quadro finale dell’udienza preliminare dell’operazione Dominio sul clan di Mangialupi.

L’udienza era nei confronti di 32 indagati per a vario titolo associazione  mafiosa,  detenzione di droga, estorsione. Al centro dell’udienza preliminare il blitz condotto a marzo dai finanzieri del Gico, che ha colpito la potenza economica del clan della zona sud di Messina che si stava rinsaldando attraverso nuove e vecchie figure.

Il gup Monica Marino ha rinviato a giudizio al 21 dicembre davanti alla Prima sezione penale del Tribunale Francesco Alleruzzo, Giovanni Aspri, Francesco Benanti, Francesco Crupi, Giuseppe Giunta, Francesco Russo, Antonino Scimone, Mario Schepisi, Davide Romeo, Giovanna Aloisi, Rosario Aloisi, Salvatore Arena, Antonino Caliò, Nunzio Cangemi, Giuseppe Leonardi, Salvatore Utano, Giuseppe Caleca. Infine ha chiesto di patteggiare la pena Gaetano Russo. Per i rimanenti 14 che saranno giudicati con l’abbreviato è stata fissata un’altra udienza. L

‘operazione è il frutto di un lungo lavoro di controlli e intercettazioni svolto dai finanzieri del Gico e coordinato dal sostituto procuratore della Dda Liliana Todaro. Figura centrale Domenico La Valle che, secondo l’accusa, insieme a persone di sua fiducia, avrebbe gestito diverse attività ed in particolare una società di noleggio di apparecchi da gioco e scommesse, una  sala giochi, un distributore di carburanti , una rivendita di generi di monopolio. Altra figura centrale, da quanto è emerso dalle indagini, è  quella di Alfredo Trovato che si sarebbe occupato in particolare del settore degli stupefacenti. Sia  La Valle che Trovato hanno chiesto il rito abbreviato.

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