MESSINA. Una casa in cui le creature in ferro del Maestro Fabio Pilato possano trovare riposo dopo una vita itinerante. È questo l’obiettivo della raccolta fondi lanciata su Eppela, che mira a costruire un Museo del Mare in cui riunire tutte le sculture in ferro create da Pilato, che per anni hanno fatto parte di un museo itinerante.

Arrivata a racimolare poco più di 18mila euro, somma ancora lontana dai 40mila che servono per realizzare il Museo, la raccolta fondi (che scade fra 13 giorni) è stata lanciata dagli amici più cari di Pilato, che per 15 anni, tra un ciclo di chemioterapia e un altro, per allontanare il dolore, lo hanno visto concentrarsi nel dare vita a quegli esseri in ferro del tutto uguali alla realtà. (Qui la storia dell’artista)

A far parte della famiglia che cerca casa in un futuro Museo del Mare, anche  “Pasqualina”, uno squalo bianco in ferro a grandezza naturale, di cinque metri.

“Il Maestro Fabio Pilato – si legge nella presentazione della raccolta- ha una passione viscerale per il mare che ha profondamente condizionato  la sua vita. I pesci da sempre occupano un posto nel suo immaginario, anello di congiunzione della natura divisa tra terra e acqua, sono parte fondamentale della sua vita. L’insorgere di una grave malattia sancisce  l’unione artistica del mare con il ‘Maestro del Ferro’; un male  aggressivo:  “qualche mese di vita” , dicevano, ma Fabio  è  più forte della malattia. Nelle notti insonni per il dolore, cercando di lenirlo, passeggia in spiaggia ad osservare lo stretto di Messina e proprio lì, davanti al mare,  riesce a dare un senso a ciò che di negativo gli accade. Decide così  di riprodurre i pesci dello Stretto,  fedeli nei dettagli, nelle misure e indistruttibili: in ferro.”

“E mentre lui lotta per la vita -continua il testo- dona ai suoi pesci l’immortalità, crea sculture in ferro a grandezza naturale,  rendendoli immobili nel tempo, eterni. Da quel giorno sono trascorsi quasi quindici anni, le opere sono diventate venti e negli anni il Maestro ne ha fatto un museo itinerante in Sicilia e, nonostante in più occasioni sia stato avvicinato per vendere le proprie opere, l’artista ha la ferrea volontà di mirare ad un obiettivo più alto della mera commercializzazione: i pesci non sono in vendita, loro  non si separano! Sogna il ‘Museo del Mare’, una casa, una giusta sede dove le sue creature possano riposare e sentirsi libere di essere ammirate da tutti coloro che vorranno immergersi in questo mare,  bagnandosi solo di emozioni.”

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