MESSINA. Via sedie, ombrelloni e tavoli, revoca della concessione demaniale di occupazione di suolo pubblico, e decadenza di diritto della stessa concessione: il Comune di Messina infligge un altro duro colpo alla vita notturna messinese, prendendo di mira lo Chopin, frequentatissimo locale di via Pozzo Leone, accanto al teatro Vittorio Emanuele. Perché? Per aver occupato, con gli arredi a disposizione dei clienti sul marciapiede, più spazio pubblico di quanto concesso.

Secondo un verbale della Polizia annonaria del 12 settembre, gli agenti rilevavano un’occupazione suolo di novanta metri quadrati: 78 in più degli 11,17 regolarmente autorizzati dalla concessione che lo Chopin aveva ottenuto a novembre del 2016, e quindi, si legge nel provvedimento del comune di Messina, “in palese e macroscopica difformità”.

La determina di sgombero, firmata dal dirigente al Patrimonio Giovanni Di Leo, e datata 10 ottobre, si rifà al contestato regolamento Cosap sull’occupazione suolo approvato dal consiglio comunale nel 2011, e impone ad Iwona Chmielewska, conosciutissima “barwoman” e legale rappresentante dello Chopin, di liberare il marciapiede degli arredi, e la revoca della concessione che, secondo il provvedimento, all’atto della firma prevedeva l’obbligo di occupare esclusivamente 11,17 metri quadrati di marciapiede, “così come indicato nella documentazione tecnica allegata facente parte del suddetto atto”.

Non solo: nell’irrogare la sanzione, Di Leo spiega anche che, accettando lo Chopin lo schema di concessione demaniale,  “in caso di inottemperanza alle suddette condizioni e prescrizioni, il provvedimento in questione sarebbe stato revocato e ne sarebbe stata dichiarata la sua decadenza di diritto”. Ciò che il Comune oggi contesta al locale. Che non starà con le mani in mano: contro il provvedimento, infatti, è possibile ricorrere al Tar entro sessanta giorni dalla notifica.

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Pippo
Pippo
14 Ottobre 2017 10:27

Finalmente. Era scandaloso. La gente era costretta a scendere in strada per poter camminare. Il marciapiedi era stato completamente sequestrato come fosse proprietà privata. Capisco certi esercizi che si espandono oltre il consentito, ma questo era un abuso veramente assurdo.