MESSINA. Non c’è “task force” che tenga”, così come non ci sarà MessinaServizi Bene Comune che possa riuscire nella titanica e disperata impresa di far imparare al messinese quel minimo di regole che altrove normano il vivere civile e sono scontate per tutti, e qui, invece, si fa fatica persino ad accettare, prima ancora che mettere in pratica.

E quindi, nonostante gli sforzi di Messinambiente di rimettersi in carreggiata e iniziare, dopo anni e agli sgoccioli della sua vita, un servizio degno di una città europea, succede che chi debba disfarsi di una intera stanza la piazzi tranquillamente sul marciapiede, accanto al cassonetto, a ridosso di un muro, impedendo tra l’altro il passaggio ai pedoni.

C’è di tutto: mobili, cassetti, ante, un televisore, un frigorifero, una sedia completa di scrivania e, poco più in là, indumenti e coperte. Tutto gettato rigorosamente fuori dal cassonetto, anche quello che potrebbe starci dentro. Cosa manca? Un divano e qualche materasso.

 

Che si trovano esattamente cento metri più in là, sul marciapiede opposto, insieme ad un comodino, due ante e qualche pezzo di mobile sparso. Il tutto in bella vista, in viale Regina Elena: la stanza completa gettata da qualcuno poco uso alle regole della civiltà, che abita nel complesso di fronte alla villetta che sovrasta piazza Castronovo, divano e materasso poco più in là, ad angolo tra lo stesso viale Regina Elena e la via Bensaja, che costeggia la villetta e scende verso piazza Castronovo.

Un livello di subumanità che non ha pari in nessuna creatura del regno animale, solo nel messinese: nessuna bestia getta la spazzatura sull’uscio di casa, nessuna specie ha tanta difficoltà a seguire le regole della convivenza civile. 

L’unico lato positivo di tutta la faccenda? Che il catalogo “Arreda casa tua con Messinambiente” si arricchisce di una nuova e ancora più clamorosa appendice…

AGGIORNAMENTO. 

L’intervento di Messinambiente stamattina presto, il giorno dopo le segnalazioni

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