MESSINA. Due giorni fa le distanze prese dal gruppo Franza, oggi la confisca. La Dia (Direzione Investigativa Antimafia) di Reggio Calabria ha eseguito un provvedimento di sequestro e confisca di beni, emesso dalla Corte di Assise d’Appello di Reggio Calabria, nei confronti dell’armatore ed ex parlamentare di Forza Italia Amedeo Matacena, condannato per concorso esterno in associazione mafiosa e oggi latitante a Dubai. La confisca riguarda 12 società in Italia e all’estero, conti bancari, immobili e un traghetto in servizio nello Stretto di Messina, per un valore complessivo di oltre 10 milioni di euro.

Matacena era già condannato definitivamente, a tre anni di reclusione dalla Corte di Cassazione, nel 2014, per concorso esterno in associazione mafiosa, essendo stato riconosciuto come terminale politico di riferimento delle cosche reggine.

Due giorni fa, Tiziano Minuti, responsabile del personale e della comunicazione del Gruppo Franza, aveva spiegato i rapporti da tempo chiusi tra gli imprenditori messinesi e l’ex armatore reggino: “Quel Matacena che negli ultimi tempi assurge frequentemente agli onori della cronaca giudiziaria è fuori da C&T dagli anni ’90. La proprietà di Caronte & Tourist è in mano alle famiglie di Gennaro Matacena e degli eredi di Giuseppe Franza”.

Perchè aveva un sogno, Amedeo Matacena junior. Tornare ad essere il re dello Stretto, come una volta lo era stato suo padre Amedeo senior, e non dover dividere più il trono con la famiglia Franza. Un sogno partito nel 2007 e finito nel 2012 senza praticamente mai essere iniziato.

Sono stati i fratelli napoletani Amedeo Matacena senior ed Elio Matacena, nel 1963, a fondare la Caronte Spa, primo vettore privato a solcare lo Stretto di Messina. Il primo viaggio, il 21 giugno 1965, lo compie il traghetto “Marina di Scilla”, residuato bellico della seconda guerra mondiale battezzato così perchè era proprio a Scilla che i mezzi si imbarcavano, sfruttando la favorevole configurazione del terreno, non essendo ancora costruiti scivoli nè moli adatti. E nell’anno successivo, il 1966, che lo Stretto si anima: da un lato viene costituita una società affiliata, la “Società Autotraghetti Messina”, da Giuseppe Franza, un costruttore edile messinese, mette sul tavolo cinquanta milioni di lire e fonda la Società Tourist Ferry Boat.

E’ a fine anni ‘90 che le due compagnie, rivali ma con “fair play”, si fondono diventando di fatto monopoliste private del traghettamento nello Stretto: il primo giorno di luglio del 2003, la Caronte e la Tourist Ferry Boat riorganizzano le proprie attività, conferendo i rami armatoriali alla neonata Caronte & Tourist SpA. Monopolio al quale tenta di opporsi proprio Amadeo junior.

Nel 1998 viene fondata la Amadeus, ultimo atto di Amedeo Matacena senior, poi morto nel 2003, prima di lasciare le redini della società in mano al figlio. Vengono acquistati tre traghetti, che praticamente trascorrono i loro anni di permanenza sulle due sponde dello Stretto sempre ancorati nei porti di Messina e Reggio Calabria.

Il sogno di interrompere il monopolio Caronte/Tourist e tornare ad essere vettore privilegiato nello Stretto si infrange, nel 2012, con la vendita dei due vetusti i due vetusti ferry Athos Matacena (costruito nel 1970) e Ladies Matacena (addirittura del 1968), venduti per demolizione alla società panamense Bright Sunset. A ricordare la fallimentare avventura, ancorata a Messina è rimasta, per mesi e mesi, solo la nave traghetto Amedeo Matacena.

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