MESSINA. Si partirà da un milione e 168mila euro di prezzo a base d’asta, offerta minima 876.462 euro, 10% del prezzo offerto come deposito cauzionale, con possibilità di presentazione delle domande entro le 18 del 19 dicembre. Dal giorno successivo, la “struttura alberghiero-balneare denominata “Hotel Giardino delle Palme”, costituita da beni immobili e mobili; compreso un locale adibito a bar-gelateria, un lido balneare denominato “Lido Aragosta” e una porzione di terreno di metri quadri 450″ potrebbe finalmente tornare ad avere un proprietario, e tornare ai fasti del passato, dei quali oggi non c’è più nemmeno l’ombra.

Proprio la struttura balneare è stata oggetto di un’ampia inchiesta giudiziaria del 2016, denominata “Totem”, in cui si indagò sull’infiltrazione dei clan di Giostra nella gestione del lido durante il 2014.

La procedura giudiziaria (che va avanti da parecchio tempo) è stata bandita il 27 ottobre del 2017 da Laura Bellia, commissario liquidatore della “Garibaldi società cooperativa di navigazione a.r.l.”, che il complesso lo ha acquistato a marzo del 1999 e che oggi è in liquidazione coatta amministrativa. L’aggiudicazione sarà effettuata se il prezzo offerto sarà uguale o maggiore del prezzo base, ma se è inferiore di un quarto al prezzo base 8quindi 876mila euro), il commissario liquidatore “può far luogo alla vendita qualora ritenga che non vi sia seria possibilità di conseguire un prezzo superiore con una nuova vendita”. Anche perchè già nel 2014 c’era stata un’asta con incanto per un prezzo di poco superiore al milione e mezzo di euro.

Il valore del complesso, stabilito nel 2012 da Antonio Galeano, geometra perito incaricato dall’allora commissario liquidatore Pietro Gugliotta, è di due milioni e 205mila euro, nonostante nella stima, Galeano sottolineasse il diffuso stato di degrado ed il pessimo stato di conservazione degli immobili, dalla palazzina che ospitava l’hotel (da 60 posti letto più 12 cabine) al ristorante annesso fino alla piscina. I due milioni e rotti si riferiscono al valore commerciale: quello globale, stimato dal perito, è di oltre tre milioni e 360mila euro.

Ad agosto del 2017, una seconda perizia, redatta dal tecnico incaricato Vito Zichichi, ha ridotto il valore all’attuale prezzo a base d’asta di un milione e 168mila euro. Come si è praticamente dimezzato il valore dell’immobile? Perchè agli oltre due milioni della perizia originaria, Zichichi ha sottratto 750mila euro di costi di manutenzione straordinaria per la riconduzione del complesso a condizioni normali, altri 35mila di costi di ripristino di opere abusive nel demanio e di sanatoria, ed infine poco meno di centomila euro per il pagamento dei canoni concessori arretrati che non sono mai stati corrisposti.

 

 

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