MESSINA. Il livello dei mari si sta alzando, di anno in anno, ed è certificato da numerosi studi. A questo fenomeno non scampa il Mar Mediterraneo che, complice il global warming, il fenomeno del riscaldamento globale, vedrà entro la fine del secolo un innalzamento sostanziale e significativo. A ribadirlo è l’Enea, l’Agenzia Nazionale per le nuove tecnologie, l’energia e lo sviluppo economico sostenibile, che tramite un documento intitolato “Innalzamento del Mar Mediterraneo in Italia – Aree costiere e porti a rischio inondazione al 2100” mette a fuoco la situazione italiana.

Se prendiamo in considerazione la Sicilia, le aree costiere maggiormente a rischio sono Pantano Longarini (tra Pachino ed Ispica) e Granelli (Siracusa). Ma se ci concentriamo principalmente sui porti censiti nel documento (vale a dire i principali 21 presenti nel territorio nazionale), notiamo come il porto di Messina, entro la fine del secolo, non se la passerà bene. Il calcolo più prudente rilasciato indica che il livello del mare nel porto del capoluogo peloritano si innalzerà di circa un metro (0,956m per l’esattezza). Un valore consistente, ancora più netto se si prende in considerazione lo storm surge, vale a dire la coesistenza di bassa pressione, onde e vento che in particolari condizioni determina un aumento del livello del mare rispetto al litorale di circa 1 metro ulteriore.

Il dato di Messina (tra i meno peggiori d’Italia) equivale a quello stimato dagli scienziati per il porto di Gioia Tauro (centro dell’area metropolitana della vicina Reggio Calabria) ed è di poco superiore al livello di innalzamento del mare al 2100 a Catania (0,952 metri). A risultare più alto è il livello stimato per Palermo, che supera il metro (1,028 metri). Tale fenomeno, se non si agisce per contenerlo, comporterà già dal prossimo futuro conseguenze sul piano economico, sociale e sanitario.

Ovviamente molto peggiori sarebbero le conseguenze sul litorale, parte del quale (grossa parte di Capo Peloro, per esempio) verrebbe sommerso dalle acque.

 

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