MESSINA. Si è spento Lino Soraci, talento eclettico della generazione messinese nata e cresciuta nel Dopoguerra. Nato in riva allo Stretto, dove si laurea in Giurisprudenza, decide di abbandonare la toga per dedicarsi a tempo pieno alle sue vocazioni artistiche.

Nei primi anni Sessanta, Soraci è uno dei protagonisti della scena musicale cittadina con il suo gruppo, “I Delfini”. Nei Settanta, partecipa, attivamente e sin dalle origini, al fenomeno dell’emittenza privata radiofonica e televisiva in veste di conduttore, regista e direttore dei programmi.

In teatro, invece, riveste a lungo i molteplici ruoli di attore, regista, autore e direttore artistico del teatro “Romolo Valli”. Per il teatro classico scrive, tra l’altro, il monologo “Penelope: l’anitra selvatica” messo in scena dalla Compagnia Stabile di Prosa di Messina con la regia di Massimo Mollica e “Inno a Tyndaris”, rappresentato nel teatro di Tindari con la regia dell’autore.
Per la narrativa, Soraci pubblica racconti (tra cui “Incontro” inserito nella raccolta di autori messinesi “Cara Messina, ti scrivo…”, La Feluca Editori) e le satire dialettali “I sette peccati capitali siciliani”, Arial Editore. Con riferimento alla storia di Messina, inoltre, scrive alcuni brevi studi: Messina, I giorni fausti e le nefande Idi di marzo; Il Piano di S. Francesco d’Assisi e il Piano di S. Giovanni Gerosolomitano; Il Piano del Duomo e dintorni (il Piano nobile!); Il Cuneo del Piano del Grande Ospedale (il Polo sanitario settecentesco); Il Perfido Quadrilatero della Trovatura (via Cardines, via dell’Idria, via Università e via Austria).

La sua ultima fatica letteraria è stata “Si cunta e s’arricunta”, edito da “La Feluca” (dal cui sito è stata tratta la biografia).

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Giuseppe Ruggeri
Giuseppe Ruggeri
28 Gennaio 2018 13:30

Ricordo l’entusiasmo con cui partecipo all’iniziativa “Cara Messina ti scrivo” con un suo brillante racconto . Chi commenta ideò di raccogliere un gruppo di scrittori messinesi in una pubblicazione libraria che fu curata dalla casa editrice La Feluca . Una figura che resta impressa nella storia di Messina . Spero che lo resti anche nei messinesi . In me di certo .