Lettera Emme ospita il contributo di Ninni Panzera* per il trentennale di “Nuovo Cinema Paradiso” di Giuseppe Tornatore. Del film che proprio a Messina trovò il suo punto di svolta, racconta il fondatore del Cineclub Milani, nonché autore de “L’Isola di Tornatore” (SilvanaEditoriale), che visse in diretta quei giorni ormai lontani.

Di seguito il testo integrale:

Sembra ieri. Eppure sono passati trent’anni. Un tempo che non è riuscito a cancellare una delle esperienze cinematografiche più curiose della storia del cinema. E Messina, in questo straordinaria storia, è protagonista assoluta. Novembre del 1988, esce nelle sale un film di un giovare regista siciliano, Peppuccio Tornatore. Il film Nuovo Cinema Paradiso, racconta la storia di un cinema di provincia dal dopoguerra fino alla grande crisi degli anni ottanta. E fu subito flop.

Smontato in tutte le sale italiane dopo il primo week end. Una sola eccezione. Messina, Cinema Aurora, gestore Gianni Parlagreco. Vedo il film e me ne innamoro subito. Piango. Mi torna in mente tutta la mia vita da ragazzo. Il mio amore per il cinema di fronte casa. Quell’odore sgradevole e caratteristico della puzza di fumo di cui era impregnato tutto. Le sedie in legno. La varia umanità che frequentava la sala. Anche a Messina il film non incassa. Ma l’amore per il cinema induce l’amico Gianni, che si riconosce nel piccolo Totò, a continuare a tenere il film per un’altra settimana.

 

 

Il passa parola, una bellissima recensione di Franco Cicero e la magia scatta, complice un’astuzia dell’esercente. Non fa pagare il biglietto all’ingresso ma solo all’uscita e se il film piace. Fu così che progressivamente il film cresce ed arriva a incassare settantadue milioni solo a Messina contro quello complessivo di 120 milioni in tutta Italia. Mosso dalla curiosità e dalla passione che mi aveva suscitato il film telefono a Peppuccio Tornatore per invitarlo ad un incontro alla Saletta Milani. Risponde subito di sì perché è molto curioso di sapere cosa fosse successo a Messina, unica città italiana ad avere tributato un successo al film. E a fine gennaio del 1989, in una stracolma Saletta Milani si compie il rito. Uno smarrito regista, deluso certamente dal risultato complessivo del film della sua vita, si ritrova a ricevereuna carezza in tempo di schiaffi”. Il pubblico lo adora, lui sente l’affetto e riceve un abbraccio regalando due ore di storie, di aneddoti, raccontando di speranze deluse ma anche di nuove prospettive. La sera prima di addormentarmi, sogno che Messina sia tutto il mondo e che il successo che il film ha avuto qui si possa replicare dovunque…” E chiude l’incontro con una frase profetica… “Non dico che con questo film voglio vincere l’Oscar ma spero che abbia almeno un’altra opportunità….” Da quel momento in poi le sorti del film cambiano…

Va al Festival di Cannes e vince il Gran Premio della Giuria, pochi mesi dopo candidato italiano agli Oscar e nel marzo del 1990 lo vince come Miglior Film Straniero. Un percorso clamoroso. In poco più di un anno dalla polvere all’altare con il massimo riconoscimento possibile per un film. E in tutto questo il mio rapporto con Peppuccio si rafforza. Da allora Messina entra nel cuore del regista, un po’ come un piccolo talismano da tenere in tasca in ogni occasione. E da allora sono state tante le volte in cui Peppuccio è venuto a Messina, prima ospite della Saletta Milani a distanza di qualche anno e poi per ricevere Premi, presentare libri e da ultimo un dottorato Honoris Causa all’Università di Messina. Conservo decine di ricordi, tanti momenti esaltanti. Le tante retrospettive curate con lui, Valencia, Tirana, Taormina, Bari. Le mostre fotografiche, le presentazioni di libri. Ma il ricordo più forte in occasione della presentazione a Los Angeles del film in versione restaurata. La proiezione finisce e si alza dal pubblico un applauso fortissimo, interminabile, commovente. Eravamo seduti vicino. Ci scambiamo un’occhiata e in quel momento parte negli occhi di entrambi il film personale di quei venticinque anni. Le delusioni ma anche le tante, infinite soddisfazioni. Ci abbracciamo, sotto gli occhi di Al Pacino, Danny De Vito e Nastassja Kinsky.

Un abbraccio che ha radici lontane. A trent’anni addietro quando Messina per una volta è stata avanti, decretando un successo ad un film che solo dopo ha toccato il successo planetario. E di Nuovo Cinema Paradiso continueremo ancora a sentirne parlare…

*Segretario Taormina Arte

 

 

 

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